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Apertura - Regione - 12 Ottobre 2016

Regione, funzionari della sanità in ‘magazzino’

regione2Frattura senza pace, dire che è bersagliato da proteste e contestazioni e prese di distanza non riesce comunque a fotografare bene la situazione di collasso per il consenso di un governatore che, mai come in questo momento, appare isolato e distaccato dalla realtà che lo circonda. L’indagine demoscopica della Index, che lo ha retrocesso al penultimo posto in Italia, è solo l’ultimo fotogramma di una pellicola horror che ha raccontato la nascita, l’incerta esistenza ed il disfacimento progressivo del governo Frattura. Di ieri l’ennesima presa di distanza, pur se diplomatica e ingessata nella formalità burocratica di una lettera di dimissioni. Quelle di Alberto Manfredi Selvaggi, appena nominato capo del dipartimento Bilancio regionale, che ha lasciato il suo incarico a pochi giorni dalla nomina. E qui non bisogna dimenticare che il bilancio è una delega che gestisce direttamente Frattura. Quindi le conclusioni sono tutt’altro che difficili da trarre. E non è l’ultima tegola che si è abbattuta sul capo di Frattura. Ne è arrivata subito un’altra, quella dei mal di pancia e del malcontento diffuso di più di qualcuno tra i circa trenta impiegati regionali dell’assessorato alla sanità, trasferiti, loro malgrado, dalla sede di via Toscana a quella della Protezione Civile, in quelli che erano gli uffici della Molise Dati. Solo che quegli impiegati dei servizi Risorse Umane, Formazione e Livelli Massimi non sono finiti in uffici attrezzati e rifiniti, in regola con le misure di sicurezza e prevenzione. Tutt’altro, sono finiti in quello che era diventato un ripostiglio, un magazzino di scartoffie e faldoni ammucchiati. Praticamente una topaia con condizioni igieniche da terzo mondo e le immagini che state vedendo parlano chiaro. Non sono immagini perfette, sono foto scattate da qualcuno tra i dipendenti che ha avuto il coraggio di alzare la testa e ribellarsi allo strapotere senza costrutto di Paolo Frattura, cha fa il bello e cattivo tempo, non solo a spese dei dipendenti regionali, ma anche di tutti i molisani. Magari adesso il governatore dirà che lui del trasferimento non ne sapeva nulla, come quando disse che aveva firmato senza leggere per l’ospedale di Vernafro. A Frattura è permesso tutto e il contrario di tutto, con i politici che gli fanno da  contorno che non vedono, non sentono e non parlano, restando aggrappati alle loro indennità, come scimmie alle liane, senza mostrare un minimo di schiena dritta e coraggio civico. Alla fine, gli impiegati della sanità traferiti in via Sant’Antonio Abate le pulizie se le sono fatte da soli, pagando di tasca loro. Ma, ancora una volta, il Molise di Frattura viene fuori come il Molise delle brutture e dei soprusi, a danno di tutti e non solo degli impiegati o dei dirigenti coscienziosi che, dopo aver dato un’occhiata in giro, fanno le valige e scappano via.

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