venafro1Docenti universitari, avvocati, politici, cittadini. In tanti hanno dato il proprio contributo al dibattito di scena a Venafro sulla riforma costituzionale e sui motivi che hanno spinto il legislatore a cambiare alcuni punti della legge fondamentale dello Stato. L’incontro è stato organizzato dal comitato pentro per il sì, presieduto da Antonio Tedeschi, che ha affidato a Ettore Rosato, capogruppo del Partito Democratico alla Camera dei Deputati, il compito di illustrare le ragioni del sì al prossimo referendum: per superare il bicameralismo paritario, per avere leggi in tempi più rapidi, per ridurre i costi della politica, per chiarire meglio il rapporto tra Stato Regioni, per dare maggior peso in termini di rappresentanza agli enti locali. Rosato si è soffermato anche sulle polemiche e il conseguente ricorso al Tar causato dal testo del quesito referendario. Secondo i ricorrenti se non è uno spot a favore del sì, rappresenta perlomeno un ottimo assist, di quelli che basta toccare la palla per fare gol. Per il parlamentare non è affatto un assist, il quesito è chiaro e tra l’altro consentito dalla legge. Il capogruppo del Pd alla Camera si è detto naturalmente fiducioso sull’esito della consultazione, non teme affatto che la prossima chiamata alle urne possa trasformarsi in un referendum pro o contro il governo Renzi: gli italiani – ha detto – sono intelligenti e sanno bene che Renzi passa, la Costituzione resta.

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