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Attualità - Evidenza - QD - Regione - 5 Ottobre 2016

Regione: sul referendum Frattura resta solo, Vincenzo Niro capeggia la rivolta

niroDopo Michele Iorio che ha già lucidato le sue armi, pronto a scendere nuovamente in campo per la presidenza, la prossimità delle elezioni regionali e, ancor prima, quella del Referendum, contribuiscono a mandare in ebollizione la politica regionale. Dimostrazione pratica la costituzione di un comitato per il No al referendum, che nasce all’interno del consiglio regionale, trasversalmente a destra, sinistra e centro. Ne fanno parte sette consiglieri: Vincenzo Niro, Salvatore Ciocca, Nunzia Lattanzio, Cristiano Di Pietro, Filippo Monaco, Nico Ioffredi e Giuseppe Sabusco. Con una serie di confronti, su tutto il territorio regionale, spiegheranno le ragioni del No, in difesa anche dell’autonomia della regione Molise, messa seriamente a rischio – come afferma Vincenzo Niro – da un collegato alla riforma costituzionale, che porterebbe le regioni a dodici, dividendo il piccolo Molise tra Lazio, dove finirebbe la provincia di Isernia, e Puglia dove andrebbe il territorio della provincia di Campobasso. Il primo incontro a Isernia, il prossimo 15 ottobre, dove, nella sala convegni della Provincia, alle 17, si confronteranno le ragioni del Sì, con il sottosegretario Gioacchino Alfano, e quelle del No, con il parlamentare europeo Giuseppe Gargani. Fin qui la cronaca, ma è chiaro che di considerazioni, intorno a quello che sta accadendo, ce ne sono diverse da fare. Prima di tutto quella sul trasversalismo di questo comitato per il No, che vede attorno allo stesso tavolo sette consiglieri regionali di maggioranza e minoranza. L’obiettivo è quello di impedire che vinca il Sì, ma schierandosi per il No, i consiglieri di maggioranza che fanno parte di questo schieramento, come giustificheranno il loro appoggio a un governatore, Frattura, schierato apertamente con Renzi e con il Sì? In sostanza, assumendo una posizione così forte, contro quella ufficiale del governatore, come potranno sostenerne ancora il programma? È probabile che in questa confusione si nascondano altri obiettivi, tutti collegati alle prossime elezioni regionali. Elezioni che, giorno dopo giorno, appaiono sempre più collegate all’esito referendario. Se il No vince in Molise, non perderà solo il Sì di Matteo Renzi, ma anche quello di Paolo Frattura e Micaela Fanelli. E come mai, consiglieri che sembravano legati mani e piedi a Frattura ora se ne stanno allontanando? Si dirà: una cosa è il referendum e un’altra il governo regionale, ma le indiscrezioni dicono anche che c’è chi, come Vincenzo Niro, sta lavorando a tappe forzate per far nascere uno schieramento di centro che possa rappresentare un’alternativa, o un’opportunità, per tanti consiglieri regionali, ancora senza patria, che hanno abbandonato le rispettive casacche di partenza e sono in fase di ricollocazione. L’ex presidente del consiglio regionale ne ha fiutato il malessere e l’incertezza e sta abilmente cavalcando la tigre del No al referendum, un obiettivo a breve, ma che nasconde un altro obiettivo a lungo termine: far nascere un’alleanza legata alla difesa dell’autonomia regionale e che possa acquisire una dimensione elettorale. Per ora sono solo ipotesi, ma è certo che la politica regionale si sta risvegliando dopo un letargo durato quasi quattro anni. Già si pensa al dopo Frattura ed è meglio arrivarci preparati. (enzo di gaetano)

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