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Apertura - Attualità - Idee e opinioni - Politica - QD - 30 Settembre 2016

Copiato all’ASREM, tacciono tutti. La Regione come un muro di gomma

di PASQUALE DI BELLO

E’ uno scandalo nello scandalo. Dopo le lezioni di copiato all’ASREM, tutto tace. L’Azienda sanitaria regionale copia parte del programma di Cure domiciliari e palliative dalla ASL di Salerno e in Regione non si muove una foglia né si leva una voce. Tacciono i vertici della Sanità, tace il presidente-commissario Frattura, tace la politica: maggioranza e opposizioni di centrodestra e 5 Stelle. Un silenzio imbarazzante ed inquietante rispetto alle attese di chiarezza e assunzione di responsabilità dovute al popolo molisano.

Contrariamente a quello che avevano promesso in campagna elettorale, quello che occupano gli attuali governanti della Regione Molise non è un edificio di vetro ma una casa di gomma. Un luogo dove tutto rimbalza come se nulla fosse. Indennità, vitalizi, consulenze, intrecci, sperperi, connessioni, spinte e spintoni tra amici, parenti, parenti degli amici e amici dei parenti, tutto rimbalza al cospetto alla Casta che occupa pro tempore i palazzi intitolati a Carlo Vitale e Florindo D’Aimmo – due padri nobili di questa Regione che visti i figli decisamente meno nobili si staranno rivoltando nella tomba. Ogni critica, osservazione, inchiesta o puro dato di fatto che in un contesto civile e normale avrebbe prodotto una qualche reazione, una risposta, una assunzione di responsabilità, in Molise produce soltanto un assordante silenzio. Un vuoto siderale che fa il paio col vuoto di idee, di cultura, di capacità di visione e di futuro che alberga nella stragrande maggioranza del ceto politico attuale. Funanboli abituati a reggersi su ogni tipo di corda e fiduciosi nella tolleranza e mitezza dei molisani, popolo fiero ma la cui ultima reazione ad un torto si registra intorno al 300 a.c. quando furono i Sanniti a rifilare una scarica di legnate ai romani.

Ultimo episodio della saga legata alla casa di gomma è quello delle lezioni di copiato impartite all’ASREM a colpi di centinaia di migliaia di euro all’anno. Tutto tace, nessuno parla, come se l’aver copiato parte del piano di Cure domiciliari e palliative dalla ASL si Salerno possa essere derubricato alla voce “dolcetto scherzetto” tanto cara ai bambini dell’asilo. Tali, probabilmente, qualcuno considera i molisani che non saranno certo i sanniti del tempo ma nemmeno portano l’anello al naso come qualcuno vorrebbe far credere. Tacciono tutti, a partire dal comandante in capo, presidente della Regione e commissario ad acta per la Sanità, Paolo di Laura Frattura. Tace il Direttore generale dell’Azienda sanitaria regionale, Gennaro Sosto. Tace il Direttore Generale della Salute della Regione Molise, Marinella D’Innocenzo. Un silenzio d’oro quello dei tre vertici della Sanità molisana, pagato centinaia di migliaia di euro all’anno. Ma tacciono anche tutti gli altri, uniti in un coro colpevole e muto. Tacciono dalla maggioranza in Regione, e tacciono anche le opposizioni: quella di centrodestra e quella dei 5 Stelle. A nessuno, per il momento, è fuggita una voce che chieda conto di un fatto grave, indice dell’approssimazione e della impudicizia con la quale viene amministrato il Molise. Non c’è da aspettarsi nulla. In Regione è stato già impartito l’ordine di comunicare da qui in avanti a segni. Ammiccando, come nella briscola. Aspettiamoci quindi di vedere Frattura e soci sporgere le labbra in avanti, alzare gli occhi al cielo, storcere l’angolo della bocca, alzare una spalla o gonfiare le guance di quell’aria fritta a loro tanto cara.

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