di PASQUALE DI BELLO

Sanità, per il Molise si prepara un autunno caldo. Applicare il Piano operativo voluto da Frattura è un atto illegale. Ad affermarlo è il presidente del Forum per la tutela della Sanità pubblica, Italo Testa. Ad oggi il Piano non è ufficialmente approvato – aggiunge Testa – e di conseguenza gli atti posti in essere non hanno il crisma della legalità. Risponderemo atto per atto nelle sedi di Giustizia.

Quello che si prepara per la Sanità molisana è un autunno caldo. A far rullare i tamburi di guerra è il Forum per la tutela della Sanità pubblica che ha passato tutta l’estate a riorganizzare le fila e ad allestire la propria costituzione in forma giuridica. Un atto necessario a contrastare atto per atto le azioni della Regione, dice il battagliero Italo Testa, presidente del Forum.

Tutto verte attorno alla fumisteria pre vacanziera messa in circolazione dal presidente della Regione e commissario ad acta, Paolo di Laura Frattura, quella di un Piano di riordino della Sanità prima approvando, poi approvato che alla fine dei salmi si è rivelato un documento in bilico come l’angelo davanti alla capanna del presepe. Un piano che non va né in cielo né in terra, che non è né approvato né bocciato. Insomma un documento che non è né osso e ne spina e che il presidente del Forum giudica al momento come fonte di atti illegali da contrastare nelle aule di Giustizia. Per questa ragione il forum va verso la costituzione in forma giuridica, passando così da associazione di fatto ad associazione di diritto

Insomma, dietro ai simpatici baffi alla Ringo Starr, Testa e il Forum nascondono denti ben affilati per attaccarsi ai pantaloni di Frattura e soci. Come nella migliore tradizione operaista e movimentista, area culturale dalla quale molti del Forum provengono, la stagione che si avvicina sarà una stagione di lotta senza quartiere e c’è da giurare che in autunno, oltre alle foglie, voleranno anche le carte bollate per arginare una deriva disegnata, voluta e organizzata per demolire la sanità pubblica e favorire quella privata. L’insidia maggiore per il Cardarelli, simbolo della Sanità pubblica, non è il terremoto come strumentalmente si vorrebbe far credere, ma la politica. In circolazione ci sono facce che fanno più danni di un cataclisma.

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