Home Apertura Maltempo, sette comuni chiedono lo stato di calamità. Ma la lista è destinata ad allungarsi
Apertura - Attualità - Evidenza - QD - 13 Settembre 2016

Maltempo, sette comuni chiedono lo stato di calamità. Ma la lista è destinata ad allungarsi

aadedf1cb95f0a979c751aeea6f5b0ef_campagne_allagatedi GIOVANNI DI TOTA

Le mappe colorate e l’elenco dei comuni si conoscono ormai a memoria. Quelli delle chiacchiere al vento le chiamano cartografie del rischio idrogeologico. Per i comuni mortali, e soprattutto per chi ci abita sopra ed è costretto a conviverci, si chiamano frane.
Il Molise ne è pieno. Le zone colorate di rosso, per restare sulla scia, sono quella di Trivento, Petacciato, parte della Fresilia, Ripalimosani, Castelbottaccio.
Insomma un elenco che sfiora tutti e 136 i comuni, chi più chi meno. Ora in sette hanno chiesto lo stato di calamità, provocato dai nubifragi dei giorni scorsi dai quali sono stati colpiti.
Trivento, Morrone del Sannio, Ururi, Rotello, Montorio nei Frentani e San Giuliano di Puglia. Ma la lista, come accade ogni volta, è destinata ad allungarsi.
Un temporale o poco di più. Intenso e violento, con tutta l’eccezionalità del caso, ma pur sempre un temporale di qualche ora. Non giorni, settimane di pioggia battente.
Il clima sta cambiando, è diventato il luogo comune. Posto che sia vero, non cambia la disorganizzazione colossale in questo ambito. La rete stradale della regione è al collasso, le cunette laterali per lo scolo dell’acqua sono sommerse dalla vegetazione nel 90 per cento delle strade. Nei comuni saltano tombini e fognature. Crollano muri di contenimento.
Questa scena è stata filmata a poche centinaia di metri dal centro di Trivento. Un rigagnolo ingrossato ha sgretolato e mandato all’aria due ponti. Le strade ora sono chiuse e i danni ammontano ad almeno mezzo milione di euro.
I sindaci denunciano invano da tempo lo stato di abbandono dei loro territori. Per anni l’ex presidente della provincia di Campobasso, De Matteis, ha denunciato la totale mancanza di soldi per la manutenzione ordinaria delle strade di sua competenza. Gli agricoltori del Basso Molise, le cui campagne si allagano al minimo scroscio, denunciano da tempo la mancata pulizia dei canali di irrigazione, nonostante paghino tasse profumate per ottenere questo servizio.
Poi, quando la natura ci si mette, può davvero accadere l’imponderabile. E davanti a questo nulla da obiettare. Salvo vedersi arrivare l’acqua e il fango in casa dal water del proprio bagno. Questo, obiettivamente, sembra un po’ troppo.

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Potrebbe interessanti anche:

Anno scolastico 2020/2021, immissioni in ruolo: in Molise 311 posti disponibili

Nell’incontro per l’informativa sulle immissioni in ruolo svoltosi presso il M…