di PASQUALE DI BELLO

Indennità di carica per i Consiglieri regionali. La Regione liquida in anticipo gli emolumenti per i mesi di settembre e ottobre, circa un milione di euro prelevati dalle tasche dei cittadini. Una procedura che stride col generale clima di sacrificio imposto ai molisani. Intanto, mentre tutta l’Italia si mobilita, dalla casta regionale nessun  gesto concreto verso le popolazioni terremotate.

Un minuto di silenzio. E’ stato questo – e solo questo – il contributo fatto pervenire dal Consiglio regionale del Molise alle popolazioni terremotate del centro Italia. Mentre da tutto il Paese si è levata una mobilitazione generale, dal Molise si sono levate soltanto le teste chine alla fine del minuto di raccoglimento. A due settimane dal tragico scossone che ha distrutto vite e paesi, il sismografo della solidarietà molisana, quella della Casta politica, è inesorabilmente piatto. A nessuno degli inquilini del Palazzo regionale è venuto in mente di rinunciare in tutto o in parte alla propria indennità, alle prebende e ai privilegi, per destinare la corrispondente somma a coloro che hanno perso praticamente tutto. Eppure quando si tratta di quattrini, la Regione Molise è da record mondiale di velocità. Chi volesse farsene un’idea, dia un’occhiata alla determina dirigenziale n. 4163 del 7 settembre 2016 con la quale il neonato Dipartimento di bilancio e risorse umane ha liquidato e la stratosferica somma di 993mila 333 euro e 34 centesimi per il pagamento delle indennità dei Consiglieri regionali relative ai mesi di settembre e ottobre. Se si trattasse di lavoratori, potremmo parlare di un pagamento anticipato ma, trattandosi  di uno dei tanti privilegi che la Casta politica si concede, catalogare la questione alla voce “vergogna anticipata” lo riteniamo  più adatto al caso in questione. La vergogna è quella di intascare prebende che vanno dagli 11 ai 13mila euro al mese davanti a un mondo che tira la cinghia e fa letteralmente la fame; quanto al carattere anticipato di tale vergogna, sono lorsignori stessi a certificarlo con gli atti che producono. Carte alla mano, le indennità di settembre e ottobre sono state disposte il sette settembre, ovvero con circa due mesi di anticipo sulla scadenza del bimestre.

La cosa, di per sé deplorevole, diventa raccapricciante al cospetto di un mondo che crolla, in questo caso nel senso letterale della parola. Per il sisma del centro Italia il Consiglio regionale della Lombardia, ad esempio, ha deciso di devolvere 170mila euro tra risparmi e diarie. Una cifra miserrima, se vogliamo, ma che quantomeno rappresenta un gesto.

Dal Molise, invece, nulla. Solo un minuto di silenzio. Lo stesso silenzio che invece di un minuto dura da anni sulle labbra di certe facce pagate profumatamente e che in Consiglio regionale non proferiscono una parola nemmeno se sottoposte a tortura. Un silenzio, è proprio il caso di dirlo, che vale oro. Oro anticipato.

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