di PASQUALE DI BELLO

Spese pazze in Regione. Altri 290mila euro all’anno destinati a pagare 12 Co.Co.Co. Cinque di questi andranno a supporto della Direzione Generale della Salute, guidata da Marinella D’Innocenzo; altri sei al Centro regionale di vigilanza sul Farmaco. A testimonianza della fervida fantasia regionale, per 10mila euro all’anno al dodicesimo toccherà scongelare dinamiti e confezionare cariche da mina.

Nuova infornata di collaboratori in Regione. Ben dodici in un solo colpo e tra questi un “Fochino”, che non è un cucciolo di foca ma un signore che alla tariffa di 10mila euro all’anno dovrà provvedere per conto della Regione Molise al disgelamento delle dinamiti, al confezionamento ed innesco delle cariche e caricamento dei fori da mina, al brillamento delle mine sia a fuoco che elettrico e alla eliminazione delle cariche inesplose. Questo è quanto si legge nella determina  n.600 del 24 agosto scorso a firma del Direttore generale della Regione Molise, Massimo Pillarella.

Che il clima politico fosse arroventato lo sapevamo, ma che nelle ultime ore si fosse fatto addirittura esplosivo a tal punto da assumere uno sminatore, questo tendenzialmente eravamo portati ad escluderlo. Ma quando si ha a che fare con la Regione Molise ci si deve aspettare di tutto, persino la caccia al “Fochino” figura che, tutto sommato, fa sorridere per l’entità del compenso: 10mila euro all’anno.

Quello che invece fa aggrottare ancora una volta la fronte è la disinvoltura con la quale si moltiplicano le spese pazze in ambito sanitario. In una Regione imbottita di personale e inflazionata da una marea di dirigenti, la Direzione Generale della Salute, guidata da Marinella D’Innocenzo, una sorta di ministro plenipotenziario del Presidente della Regione, Paolo Di Laura Frattura, ha deciso di dotarsi di ben cinque collaboratori esterni di cui quattro al costo di 25mila euro all’anno e uno a 30mila. Le determine di riferimento sono la n. 1 e n. 632 del 2016.

Al “Fochino” e ai cinque collaboratori della D’Innocenzo se ne aggiungono poi altri sei, destinati al Centro regionale di farmacovigilanza, così come stabilito dalla determina 624 del 29 agosto. A questi ultimi andranno 25mila euro ciascuno. Tutta la lista messa insieme costerà ai contribuenti la modica cifra di 290mila euro all’anno. Il tema dominante è sempre il solito: mancano in Regione professionalità adatte ai compiti del tempo corrente e alle facce che li rappresentano, allora vanno cercati all’esterno. E così i molisani continuano a pagare quelli che stanno dentro e coloro che stanno fuori dai ruoli regionali. L’abitudine ad accettare tutto con remissione e sottomissione è una caratteristica dei molisani notoriamente a prova di bomba, ma crediamo sia giunta al limite, a un punto tale che se da qualche parte dovesse udirsi uno scoppio o una detonazione, quella è la pazienza dei cittadini che è saltata per aria.

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