di PASQUALE DI BELLO

Oltre 400mila euro all’anno. E’ questo il costo che i molisani pagano per i due assessori esterni voluti dal presidente Frattura nella Giunta regionale. Pierpaolo Nagni e Carlo Veneziale sono il prezzo politico ma soprattutto economico che i molisani pagano ai precari equilibri del centrosinistra al governo della Regione. Tutto questo mentre si torna a parlare della nomina di Micaela Fanelli, segretario regionale del PD, che porterebbe a tre gli assessori esterni della Giunta Frattura, facendo sforare alla spesa la cifra di 600mila euro all’anno.

Occorrono esattamente 408mila 271 euro e 54 centesimi all’anno. E’ questo il prezzo che i cittadini molisani devono pagare per mantenere alla corte politica di Frattura i due assessori esterni Pierpaolo Nagni e Carlo Veneziale. Per ognuno la cifra si compone di 144mila euro all’anno per la paga ordinaria, più 60mila 135 euro e 54 centesimi per il costo delle segreterie particolari, tutte composte da personale inquadrato con un contratto di diritto privato.

La pesante cifra scaricata sulle spalle dei molisani, oltre ad un costo economico rappresenta anche un prezzo politico pagato dai cittadini ad un centrosinistra traballante i cui equilibri più passa il tempo più si reggono sulle convenienze personali e mai sull’interesse generale e il bene comune. Nagni con la sua capigliatura sbarazzina alla Beatles prima maniera, e Veneziale col sorriso pacato da nunzio apostolico, hanno entrambi un’aria rassicurante al cospetto di certe ghigne che si aggirano in Consiglio regionale, questo va detto, ma va anche sottolineato che oltre a se stessi non rappresentano nessuno. Essi sono utili a Frattura intento ad agganciare pezzi e spezzoni politici che compongano un suo personale raggruppamento. Nagni è solo al mondo e, se un partito rappresentava, questo era l’Italia dei Valori che ormai è morto e sepolto. Veneziale fa invece parte di quella zona enigmatica, smarrita e grigia del PD che sta con tutti e con nessuno. Entrambi, quando verrà il momento, serviranno ad arginare il fuoco amico che attende Frattura. Ormai siamo alla resa dei conti e tra qualche mese si apriranno le danze per eliminare (politicamente, s’intende) un governatore che è riuscito a scontentare tutti.

Frattura per ora tira dritto mentre i molisani pagano un dazio politico e un conto economico che, da qui a poco, potrebbe aumentare. Tra questioni tinteggiate di rosa e opportunismi politici, ritorna in auge il nome di Micaela Fanelli, segretario regionale del PD, come possibile terzo assessore esterno in sostituzione dello scismatico Michele Petraroia che ha lasciato la chiesa di Frattura a gennaio scorso. Se Fanelli entra, scattano altri 200mila euro all’anno di salasso per i molisani. Ma la ragazza non è un’ingenua. I segretari regionali del PD verranno tutti candidati alle politiche nelle liste bloccate di Renzi. Meglio una legislatura da parlamentare che un anno insieme a un presidente che ha un piede nella fossa politica e l’altro sopra una buccia di banana.

Potrebbe interessanti anche:

Una famiglia alla guida della Caritas di Termoli-Larino

Il vescovo, mons. Gianfranco De Luca ha nominato i coniugi, il diacono Vito Chimienti e su…