Sono stati accolti nel centro cittadino al grido diIMG_5978 ”onestà”. Arrivati in moto e su un vecchio sì della Piaggio i tre big del Movimento 5 Stelle hanno riempito piazza Duomo durante la tappa di Termoli del tour nazionale intrapreso da Alessandro Di Battista per promuove il ‘no’ alle riforme costituzionali. A dargli man forte il fondatore del Movimento, Beppe Grillo e il vicepresidente della Camera, Luigi Di Maio che si è rivolto ai più giovani: ”a loro – ha affermato – dico di resistere un anno o poco più finché non saremo al governo”. Questa – ha osservato Di Battista – ”non è la piazza di un comizio ma una piazza di riscatto. Alcuni di voi – ha aggiunto – saranno i parlamentari, i ministri e i sottosegretari della Repubblica del futuro. Con onestà, competenza, studio e dedizione possiamo essere parlamentari, portavoce dei cittadini, dipendenti del popolo italiano che paga gli stipendi ai politici”.
Gli esponenti nazionali sono stati presentati dai rappresentanti e dagli attivisti del territorio e delle regioni limitrofe. ”Siete delle persone – ha affermato il consigliere comunale, Nicola Di Michele – che ci avete restituito la speranza di essere italiani”. No alle riforme Costituzionali, al sistema politico, al Governo Renzi nel suo insieme, ma spazio a una vera alternativa: questa la linea tracciata dai 5 stelle.
Nel suo intervento Beppe Grillo ha riIMG_5956percorso la storia e il ruolo del Movimento ricordando il rapporto con Gianroberto Casaleggio e la strada intrapresa per creare la rete di una realtà consolidata senza rinunciare alla sua ironia: ”Possiamo votare solo in base alla nostra rabbia, al livello di rabbia, se siete qua siete dei disadattati, dei falliti, perchè siete qui, io sono il più fallito di tutti”.
Grillo ha toccato anche un tema locale, quello del referendum sul tunnel tra il porto e il lungomare: ”E’ la forma più democratica del mondo, qui dovevano farvelo fare”. IMG_5963
Un no convinto all’intero sistema, quello ribadito dal fondatore del Movimento: ”La Costituzione è stata stravolta, non si riesce più a capire cosa sia la democrazia, cosa significa votare. Oggi la forma più pura e alta di politica è dire di no”. Grillo, Di Battista e Di Maio hanno lasciato la piazza affollata in moto tra gli applausi senza rilasciare dichiarazioni ai media locali.

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