di PASQUALE DI BELLO

Sanità. Frattura nasconde il Piano Operativo ma la Conferenza Stato-Regioni lo pubblica integralmente. Confermati tutti gli interventi che svuoteranno il sistema pubblico. L’accordo sottoscritto in Conferenza smentisce in parte Frattura che aveva cantato vittoria. L’erogazione dei 73 milioni destinati a ripianare parte del disavanzo è legata al rispetto di condizioni precise: la chiusura dei conti aperti con Cattolica e Neuromed e la definizione del piano di integrazione Cardarelli-Cattolica. Diversamente, salta tutto.  

Tecnicamente non la si può definire una bugia ma nemmeno una verità. Stiamo parlando della versione data da Frattura all’accordo sottoscritto in Conferenza Stato-Regioni e destinato a dare il via libera al Piano Operativo Straordinario 2015-2018 per il riordino del sistema sanitario. Tra fanfare e squilli di tromba, Frattura aveva cantato vittoria a tal punto da mutare la consueta puntigliosità che accompagna ogni sua dichiarazione, in propositi spensierati e lieti. Adesso tutti insieme al lavoro, aveva cinguettato felice, chiedendo a tutte le parti in causa collaborazione massima.

Sembrava cosa fatta e i 73 milioni dell’accordo, destinati alla copertura di una parte del deficit sanitario, già facevano capolino dalla finestra come sacchi pieni di denaro dal deposito di zio Paperone. A guastare la festa e a trasformare una verità intera in una mezza verità sono due righe scritte senza ombra di equivoco nel verbale della Conferenza dello scorso 3 agosto “il mancato recepimento delle prescrizioni rese nella riunione del 19 luglio 2016 costituisce condizione di decadenza del presente accordo”. Le prescrizioni a cui si fa riferimento, sono quelle imposte dal Tavolo tecnico nel corso dell’ultima riunione. Tra queste, due in particolare saltano agli occhi: la chiusura di ogni conto in sospeso con Cattolica e Neuromed e la definizione del piano di fattibilità con la Cattolica. In pratica l’integrazione tanto sbandierata col Cardarelli. Per la prima delle due cose i termini scadono il prossimo 15 settembre, per la seconda decorsi 60 giorni dalla sottoscrizione del Piano Operativo. Sulla questione debiti, Frattura è a buon punto, avendo liquidato per mano di Marinella D’Innocenzo buona parte dei debiti pregressi. Sulla seconda, la vicenda è in alto mare. In primis per l’alzata di sopracciglio della Cattolica davanti all’ipotesi di gestione pubblica della struttura privata. Gli ideali eredi di padre Gemelli hanno fatto sapere che da quell’orecchio non intendono proprio sentirci.

Come finirà, non è dato saperlo ma una cosa è certa: Frattura non può stappare le bottiglie che aveva messo in fresco. La strada da fare è tanta e irta d’inciampi. Ma il governatore è uomo tenace. Con tenacia aveva infatti tenuto nascosta la versione definitiva del Piano. A divulgarla, con un semplice oplà, c’ha pensato sul proprio portale la Conferenza Stato-Regioni spazzando via come una ragnatela la Carboneria molisana che lo aveva tenuto celato.

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