Anche a Campobasso si è costituito il comitato socialista per il no alla riforma costituzionale, l’area dei socialisti italiani che si batte per il No al referendum. Il presidente «Non è concepibile che la Costituzionale italiana venga modificata con una maggioranza parlamentare che non rappresenta quella del paese accentrando i poteri nelle mani dell’esecutivo e di un uomo solo al comando», hanno detto in conferenza stampa i socialisti promotori del comitato. Hanno spiegato di essere contrari a un Senato che definiscono ibrido, non eletto direttamente dal popolo e composto da 95 amministratori locali, nominati, e 5 membri indicati dal Presidente della Repubblica.
Questa riforma – hanno detto ancora – punta ad azzerare la rappresentatività del Senato e allo stesso tempo conferma la Camera dei Deputati come camera di nominati e garantisce un sistema politico che si organizza, così, attorno a un solo partito che utilizza il premio di maggioranza di una legge incostituzionale per occupare ogni spazio di potere.
Fin qui le critiche, poi, in sintesi, la proposta. Per il Comitato socialista per il No, dunque, la modifica della Costituzione, riformata anche nella sua prima parte, deve avvenire attraverso un’Assemblea Costituente eletta dal popolo con metodo proporzionale, in maniera democratica e che si deve tenero dopo un referendum consultivo.
«Per questo si è costituito il Comitato nazionale socialista, articolato in comitati locali – hanno sottolineato i promotori a Campobasso – e noi partecipiamo alla campagna referendaria per il no con decisione, nostri contenuti e iniziative».

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