Oggi, con l’ approvazione dei famigerati Piani Operativi Sanitari, e’ stata scritta definitivamente la parola “fine” sulla sanità molisana.

Ospedali storici  chiusi, una organizzazione assistenziale all’ avanguardia distrutta in tre anni, un territorio abbandonato a se stesso, l’ impossibilità a garantire persino i Livelli Essenziali di Assistenza, il divieto di nascere in Molise, la mancanza di qualsiasi sostegno  agli anziani ed ai portatori di handicap: questo  il risultato desolante del lavoro di Frattura e dei suoi collaboratori in un settore vitale per una comunità.

A nulla sono valse le proteste, le marce, le fiaccolate organizzate dai comitati dei cittadini contro questo vergognoso documento.

A nulla sono servite le proteste dei consiglieri regionali e dei sindaci, espropriati anche del diritto costituzionale di discutere sul tema.

A nulla e’ servita la rivolta degli operatori della sanità, tenuti all’ oscuro della proposta fino a cose fatte.

E oltre a radere al suolo la sanità pubblica, mettendo nelle mani dei privati il 40% delle risorse del fondo sanitario regionale, così come testimoniato anche dal quotidiano nazionale ” Fatto Quotidiano”,  l’ architetto di paese e’ riuscito anche a fare ulteriori debiti: 45 milioni  per l’ anno 2015, come certificato dalla Corte dei Conti, sezione del Molise, coperto solo con l’ elemosina che le altre regioni ci hanno fatto, umiliando ancora di più questa regione.

Una capacità diabolica, non da tutti.

Ci resta solo la certezza che questo furore distruttivo finirà tra poco più di un anno, quando il Molise si libererà  finalmente di Frattura e dei suoi amici.

Sen. Ulisse di Giacomo, Vice Presidente Gruppo Area Popolare NCD-UDC.

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