somalo-2Sul telefonino guardava azioni di guerriglia e scene di attentati dell’Isis. Il tribunale di Campobasso lo ha riconosciuto colpevole di istigazione al terrorismo e lo ha condannato a due anni e sei mesi di reclusione.

Lui, 23 anni nato negli emirati arabi da genitori della Somalia, era uno dei rifugiati ospiti dell’Happy family di Campomarino. Alcuni suoi compagni, infastiditi dai modi bruschi e dall’inneggiare alla Jhad, lo avevano segnalato. Le indagini della digos di Campobasso, condotte dalla procura, poco dopo si erano concluse con l’arresto dell’Imam. Almeno tale lo hanno ritenuto gli investigatori e il procuratore D’Alterio, perché il 23enne ha sempre negato.

Oggi la sentenza nel processo a suo carico. Il Pm aveva chiesto sette anni di reclusione. Il giovane arabo resta in carcere a Sassari, dove qualche tempo fa era stato trasferito

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