casaesplosa-pescheDue condanne e tre assoluzioni. Dopo oltre sei anni d’attesa si è chiuso così il processo sull’esplosione di una palazzina che si verificò a Pesche il 5 maggio del 2010. Perse la vita a Giovanni Di Caprio, il giovane isernino che era andato ad abitare in quello stabile insieme alla moglie e al figlio di appena 20 giorni la sera precedente la tragedia. Il giudice monocratico del tribunae di Isernia, antonio Ruscito, ha inflitto una pena di due anni per omicidio colposo alla propietaria dell’immobile, Maria Mentino, e all’impiantista, Rodolfo Campanile. La pena è stata sospesa, ma entrambi dovranno risarcire i danni alle parti civili, da valutare in altra sede. Sono stati invece assolti perché il fatto non sussiste il direttore dei lavori, Mario Iadanza Lanzaro, e i tecnici dell’azienda fornitrice del gas, Salvatore Ardolino e Raffaele Cuccaro. La partita è tutt’altro che chiusa. Al di là del probabile appello e del procedimento relativo al risarcimento dei danni, potrebbe aprirsi un nuovo capitolo. Il giudice ha infatti trasmesso degli atti in Procura per verificare se in questo processo via stata o meno una falsa testimonianza. Ma tutto questo non consolerà di certo i familiari della vittima, hanno evidenziato gli avvocati Francesco D’Orsi e Raimondo Fabrizio.

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