Entra nel vivo la campagna per il referendum confermativo in programma in autunno. Per sostenere le ragioni del sì a Termoli è arrivato proprio il ministro per le Riforme Costituzionali, Maria Elena Boschi. Un incontro organizzato nella sala del Cinema Sant’Antonio dove sono intervenute le autorità regionali e locali per un confronto sulle novità e i temi della riforma firmata dal Governo Renzi. ”Non si tratta – ha affermato il ministro Boschi – di un voto sull’operato dell’esecutivo ma di una scelta che riguarda tutti i cittadini. Per avere un’Italia più forte abbiamo bisogno anche di una nuova Costituzione che ci consenta maggiore IMG_4276stabilità, maggiore semplicità e uno Stato che funziona meglio. In questo senso dire sì al referendum, dire sì alle riforme dà anche al nostro Paese la possibilità di essere più moderno e credibile”.
Riforma del senato, fine del bicameralismo perfetto e riforma del titolo quinto della Costituzione e competenze Stato-Regioni sono alcuni dei contenuti del referendum. Sono intervenuti, tra gli altri, il sindaco di Termoli, Angelo Sbrocca, la segretaria regionale del Pd, Micaela Fanelli, il governatore, Paolo Frattura e la deputata, Laura Venittelli, che ha rivendicato il lavoro svolto. Interventi da parte del presidente del Comitato molisano per il sì, Marcello Palmieri, di Mauro Natale, presidente di Confindustria Molise, di Tommaso Giagnacovo, presidente Coldiretti regionale e di Nancy Rossi, imprenditrice termolese in Canada. Il Ministro Boschi si è soffermato anche sul futuro delle autonomie: ”Il Governo ha ormai chiuso e definito anche l’accordo con il Molise per il patto e presto verrà firmato l’accordo sempre per quanto riguarda i patti per il mezzogiorno. Il Molise mantiene, anche dopo le riforme, la propria rappresentanza in Senato e alla Camera, non viene alterato il suo peso in Parlamento. Credo che avere una riforma che chiarisca meglio cosa fa lo Stato e cosa fanno le Regioni, magari riducendo anche qualche potere che crea più complicazioni per i cittadini, lavoratori e imprenditori, ad esmepio nei certificati e nei permessi con venti legislazioni regionali diverse possa servire a tutti per un Paese che cresce”.
In piazza Sant’Antonio anche il Comitato per il ‘no’ al referendum. I rappresentanti sostengono che queste modifiche andranno, in sostanza, a diminuire le regole della democrazia, non elimineranno i privilegi e non abbasseranno i costi della politica. La Costituzione va mantenuta così secondo i promotori del ‘no’ per salvaguardare il lavoro dei padri fondatori. IMG_4274

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