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Enzo Di Gaetano

In una lettera aperta alle istituzioni e agli organi di stampa, un ex dipendente di Esattorie Spa, Stefano Di Domenico, grida tutta la sua disperazione e scrive di una vicenda, quella di Esattorie SpA, in concordato volontario, ormai da tre anni, che sembra destinata all’oblio. «Poco importa, afferma Di Domenico, parimenti, il destino delle circa 70 famiglie molisane abbandonate a se stesse e gettate nella solitudine di un orizzonte d’attesa che non trova mai i confini di un epilogo di speranza. Dopo poco più di un anno di sussidi, gli ex-lavoratori vivono negli abissi del nulla. E non solo sotto il profilo di un degrado soggettivo, economico, sociale, psicologico. Ricordiamo, per dovere di cronaca, che la maggior parte dei lavoratori di Esattorie supera la soglia dei 40 anni di età e venti di anzianità di servizio…

I sindacati e gli organi di stampa, dopo un iniziale J’accuse, sembrano aver deposto una pietra tombale sulla tragica vicenda, dopo che il Governo regionale aveva promesso la riassunzione dei Dipendenti in altre strutture similari in tempi ragionevoli. Ma lo sappiamo bene, passata la tempesta…!!! Tutto tace e tutto è fermo. Quel silenzio delle Istituzioni genera, in chi attende, la vertigine di un’estenuante attesa e, cosa alquanto grave, l’impotenza dialettica all’interno della famiglia di appartenenza. Cosa dire ai figli che sono fuori a studiare? “Non posso più pagarti i viveri, torna e cercati qualcosa da fare”.

Vergogna, Signori! Ai problemi si risponde con abnegazione, solerzia, perizia. Siamo cresciuti in un’Italia della Speranza e ora, tua culpa, sprofondati in un olocausto senza fine».

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