dalema3Massimo D’Alema a Isernia per sostenere Rita Formichelli, ma quella che è parsa evidente è la spaccatura del Pd molisano, diviso tra Renziani e non-Renziani. Non-Renziani che erano tutti presenti ad accogliere l’ex presidente del consiglio, mentre i Renziani, tipo Frattura e Fanelli, si sono guardati bene dall’intervenire a Isernia. Danilo Leva, davanti al numeroso pubblico dell’Hotel Europa, è il primo a parlare. Nomi non ne fa, ma si fa capire ugualmente bene. A suo avviso, “chi è candidato fuori da questa coalizione, è fuori dal Pd”. Perché “Rita Formichelli non è un’invenzione dell’ultim’ora, ma ha vinto le primarie. E’ una professionista affermata nella sua città e non solo, e si è dimostrata più seria di tanti altri. Meglio lei di quelli che hanno partecipato, hanno perso e sono scappati via col pallone. O di quelli che dicono di essere oltre i partiti e sono soltanto oltre il proprio, oltre il Pd. Di quelli che ricordano un po’ il Cetto La Qualunque di Antonio Albanese, dicendo di essere in grado di risolvere tutto da soli. Di chi ha preferito essere il candidato di Izzi, Niro e Di Giacomo. Qui c’è il Pd – ha concluso Leva – altrove no. E noi siamo convinti non solo di arrivare al ballottaggio, ma di vincere e di non avere bisogno di nessuno”. Rita Formichelli, ha invece affermato che: “in politica si è veramente liberi quando si è liberi di partecipare. Ma le regole vanno rispettate. Chi si è sottratto alle regole delle Primarie non può pensare di essere un buon amministratore, perché il valore delle persone si vede dalle piccole cose. A Isernia – ha detto – dobbiamo governare, ci vuole stabilità. Occorre qualità di vita, strade normali, il rispetto della città”. Poi la conclusione: “Auspico il ritorno dei giovani alla politica, perché la buona politica si può fare”. Dal canto suo D’Alema ha avuto parole di elogio per Rita Formichelli, “in grado di svolgere meglio di chiunque altro il compito di sindaco della città”. Poi un passaggio sul Pd, ribadito successivamente anche da Leva: “Non ci sono due liste del Pd. Ce n’è una sola, con il simbolo e con una candidatura che è espressione del nostro partito. E’ stata scelta democraticamente secondo le nostre regole, quindi chi non sostiene questa candidatura si pone fuori dal Pd. Non ci sono due Pd. La scelta di una donna, professionista, che certamente è animata da passione civile ma non è una professionista della politica, è una scelta molto positiva per la città e credo che possa rappresentare  un punto di riferimento per tutti i cittadini. Per il resto vedo molto ceto politico, molte candidature vecchie, espressione di persone che hanno amministrato o che sono legate a filiere di potere, che hanno avuto un ruolo molto negativo nella vostra regione. Quindi – ha concluso il presidente della Fondazione Italianieuropei – c’è anche la novità, la freschezza, oltre alle capacità professionali e alla storia personale che militano a favore di questa candidata”.

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