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Attualità - Evidenza - QD - Storia e memoria - 23 Maggio 2016

Strage di Capaci, non solo un ricordo ma ancora una battaglia contro la mafia

ajaxmail5di LUCIA LOZZI
Sono passati 24 anni dall’attentato ricordato con il nome di Strage di Capaci, in cui morirono il giudice Giovanni Falcone, la moglie Francesca Morvillo e gli agenti della scorta Vito Schifani, Rocco Dicillo e Antonio Montinaro, ma il ricordo oggi non cancella quella che è e che deve rimanere una battaglia quotidiana alla mafia. Giovanni Falcone vive ancora oggi, e’ diventato immortale per tutti anche per i giovani, per gli onesti, per le persone perbene, sino a essere, con Paolo Borsellino, un punto di riferimento di chi crede in una giustizia capace di schiacciare la sopraffazione e la mentalità mafiosa. Per questo occorre ricordarlo facendo memoria di tutto ma non abbandonando mai l’idea che la giustizia deve prevale su ciò che è illegale e la lotta alla mafia deve essere l’obiettivo. Una vita quella di uomo-magistrato che durante la sua carriera si è dovuto confrontare prima contro i mafiosi, che hanno cercato in più occasioni di ucciderlo, poi contro una maggioranza di suoi colleghi che, proprio perché erano maggioranza, lo mettevano in minoranza quando Falcone chiedeva di poter andare a ricoprire altri incarichi dove avrebbe potuto mettere a frutto l’esperienza nella lotta alla criminalità organizzata. Poi contro i politici che difendevano gli interessi dei mafiosi e contro i veleni di “palazzo”. La gente  però lo sosteneva. L’attentato l’apice di una guerra in atto, l’attentato ad una persona scomoda, l’attentato alla giustizia. Ci piace ricordarlo come persona semplice, pulita, che sapeva di dover morire ma che per la legalità ha dato la sua vita. Giovanni Falcone era un uomo capace di resistere ad una vita blindata, ai tentativi di delegittimazione, alle amarezze professionali, alla lentezza della politica nel dare ai magistrati tutti gli strumenti necessari per combattere al meglio la mafia. Ha affrontato la sua vita e la professione con dignità, orgoglio e una tenacia tale che gli ha tolto ma gli ha dato l’immortalità e ha dato dignità alla giustizia italiana. Lui non si è mai scoraggiato nella battaglia contro le mafie, contro l’illegalità e contro la corruzione, lo ha fatto a costo di sacrificio personale e ha compreso il valore della cultura della legalità, che vive anzitutto nell’agire quotidiano. Buon anniversario Falcone con l’augurio che in tanti proseguiranno il tuo lavoro senza arrendersi mai, senza aver paura. I giovani di oggi saranno uomini del domani e la speranza è riposta in loro.

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