manifestazione18maggio

di PASQUALE DI BELLO

Gigantesca manifestazione di popolo contro la riforma della Sanità voluta dal presidente del Molise e commissario ad acta, Paolo di Laura Frattura. Un fiume di gente, oltre seimila persone, che hanno raccolto l’appello lanciato dal Forum per la tutela della Sanità pubblica. In piazza lavoratori, studenti, disoccupati, sindacati e rappresentanti delle categorie.

E’ stata la più grande manifestazione di tutti i tempi contro un presidente di Regione, un avviso di sfratto firmato da seimila persone che sono scese in piazza per dire no alla riforma della sanità voluta da Paolo di Laura Frattura. Le attese della vigilia lasciavano ben sperare ma l’esito della manifestazione organizzata dal Forum per la tutela della Sanità pubblica è andato oltre ogni più rosea previsione. Un fiume di gente che ha coperto l’intero percorso, un corteo compatto come la muraglia cinese che si è snodato da piazza San Francesco transitando per via Crispi e via Mazzini per concludersi in piazza municipio in un tripudio di bandiere.
Giunge così al suo punto più alto la protesa messa in campo da comitati e associazioni contro una riforma che sostanzialmente smantella il sistema della sanità pubblica per dare spazio sempre maggiore a quella privata. Un percorso, quello disegnato da Frattura, che va a colpire soprattutto le fasce più deboli con tagli che vanno dall’assistenza domiciliare alle medicine, una mannaia che si abbatte senza risparmiare nessuno su servizi, prestazioni, ospedali e personale medico e paramedico.
I gufi del cerchio magico presidenziale alla viglia dell’evento hanno sfoderato ogni sorta di rito e liturgia pur di boicottare o sminuire l’evento, compresa la visita fasulla del presidente del Consiglio Renzi, chiamato a fare promesse improbabili e a gettare fumo negli occhi proprio a ridosso della manifestazione. Il patto per il Molise, come i cittadini sanno, si è trasformato in un pacco per il Molise. Renzi nessuno l’ha visto; in compenso si sono viste seimila persone pronte a marciare per non marcire dentro al tritacarne sanitario partorito dal presidente e commissario ad acta.
Frattura dal canto suo aveva fatto sapere che non si sarebbe lasciato fermare da fischi e proteste ma sarà difficile per lui girarsi dall’altra parte. Dentro al coro che dalla piazza gridava «dimissioni dimissioni» c’erano le voci di un Molise antagonista che esiste e resiste, una saldatura sociale trasversale che comprende lavoratori, studenti, disoccupati, associazioni di categoria, professionisti. Se non riuscirò nel mio intento, a sempre detto Frattura, chiederò scusa ai molisani. Dalla piazza gli hanno risposto in coro: non vogliamo le scuse, vogliamo le dimissioni.
Quella del 18 maggio 2016 è una manifestazione che contiene un seme buono per il futuro, una voglia di riscatto del popolo contro le lobby: da quelle politiche a quelle economiche per finire con quelle della sanità che vorrebbero distruggere in nome del profitto il diritto sacrosanto di tutti a curarsi attraverso strutture pubbliche così come garantisce la Costituzione.

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