cerimonia rocchettaIl maltempo ha condizionato ma non fermato le celebrazioni di scena come ogni 25 aprile nella Valle del Volturno. Solo pochi irriducibili hanno raggiunto Monte Marrone, uno dei luoghi simbolo della Resistenza e della rinascita dell’Esercito Italiano. Mentre per la commemorazione vera e propria si è scelto il museo intrnazionale delle guerre mondiali di Rocchetta, dove c’è stata una novità. Quest’anno, infatti, il prefetto di Isernia, Fernando Guida, ha consegnato le «medaglie della liberazione» a sei cittadini della provincia. I riconoscimenti sono stati assegnati a Raffaele De Rita e Carlo Pelillo di Bagnoli del Trigno; a Carmine Di Meo, di Filignano; a Giuseppe Di Pilla, di Sant’Agapito; a Sabatino Fardone e Alberto Tartaglione di Macchia d’Isernia. Hanno vissuto sulla loro pelle gli orrori della seconda guerra mondiale: sono stati prigionieri nei campi di concentramneto, hanno visto la morte in faccia. Prima della cerimonia, sotto una pioggia battente, a Castelnuovo le organizzaizoni sindacali e il Comune di Rocchetta hanno deposto delle corone ai piedi del cippo che ricorda il luogo in cui morì il partigiano Giaime Pintor. Ma il contributo del Molise alla Liberazione dell’Italia non si limita a Monte Marrone e a Giaime Pintor (che era di passaggio). Sono tanti gli episodi che hanno segnato la nostra terra e la loro gente, anche fuori dalla nostra regione.

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