incontro con albanoDopo aver bloccato il tentativo di smantellamento dei reparti di medicina e del pronto soccorso presentando una denuncia ai carabinieri, oggi il comitato Pro Santissimo Rosario di Venafro ha sferrato un nuovo attacco ai vertici della sanità regionale. Gianni Vaccone e Franco Macerola, accompagnati dall’avvocato del comitato, Alfredo Ricci, hanno incontrato il procuratore capo del tribunale di Isernia, Paolo Albano. Con loro c’erano anche i sindaci di Venafro, Antonio Sorbo, di Sesto Campano, Luigi Paolone, e di Conca Casale, Luciano Bucci. Documenti alla mano, hanno spiegato cosa sta accadendo. Diverse le criticità evidenziate, a partire dal mancato rispetto di quanto disposto dal Tar Molise. In attesa del merito – ha ricordato Ricci – l’ospedale deve rimanere così com’è, non si spoega quindi il tentativo di chiudere quel poco che è rimasto a Venafro. Anche per questo il legale sta prendendo in considerazione l’ipotesi dell’interruzione di pubblico servizio, almeno per quanto riguarda l’emergenza-urgenza. Durante l’incontro con il procuratore è stata nuovamente tirata in ballo anche la vicenda della presunta inagibilità del Veneziale di Isernia, un altro tentativo per cercare il tenere ancora aperto il Santissimo Rosario, visto che le promesse fatte dal governo regionale neanche stavolta sono state mantenute. È ora che qualcuno si assuma le proprie responsabilità, ha detto il primo cittadino di Venafro Antonio Sorbo: «Avevano promesso l’ospedale minimo, anche se io mi sono sempre detto perplesso su tale ipotesi. E invece al posto dei 23 ambulatori promessi stanno cercando di chiudere i 4 rimasti».

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