frana-maceroneSono passati ormai tre anni da quella frana che ha spazzato via un tratto della statale 17 all’altezza del Macerone, ma finora si è fatto poco o nulla per far uscire dall’isolamento le famiglie di alcune borgate di Isernia e alla frazione Vandra di Forlì del Sannio. La strada resta chiusa, mentre i cittadini sono ancora costretti a subire i disagi causati dalla necessità di doversi avventurare ogni giorno lungo i percorsi alternativi. Un nuovo tentativo per cercare di uscire dal sostanziale immobilismo di questi ultimi tre anni lo ha fatto il commissario straordinario del Comune di Isernia, Vittorio Saladino, che ha convocato un incontro al quale hanno partecipato anche i rappresenanti della struttura tecnica di Palazzo San Francesco, dell’Anas, della Smaltimenti Sud, del Comune di Forli e alcuni cittadini di contrada Colle Martino. Il commissario Saladino ha evidenziato la necessità di fare eseguire un’indagine geologica, attraverso un finanziamento di 50mila euro già stanziato dalla Regione, ma soprattutto ha detto che, in attesa di una soluzione definitiva, sarebbe auspicabile un intervento urgente per mettere in sicurezza e aprire al transito la bretella realizzata dalla Smaltimenti Sud – società che gestisce la discarica di Tufo Colonoco – per aggirare la frana. I responsabili dell’Anas si sono detti disponibili a trovare soluzioni, ipotizzando anche la verifica dell’agibilità della bretella e un’eventuale gestione provvisoria della stessa. Non sarà facile, ma un tentativo sarà fatto: giovedì prossimo sarà effettuato un nuovo soppraluogo per valutare se ci siano effettivamente le condizioni per puntare su una soluzione provvisoria che – come spesso accade – potrebbe diventare quella definitiva.

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