20160402_102419La risorsa ittica nel Mediterraneo e nei mari italiani si riduce sempre di più. Tuttavia è possibile tutelare l’ecosistema marino senza rischiare di mettere a repentaglio la sopravvivenza dell’economia ittica. Come il fermo di spazio che ad esempio potrebbe riguardare solo due tre regioni a turno e quello di zona, dove si potrebbe ridurre lo sforzo di pesca per permettere la riproduzione delle specie. Tutte variabili al momento in discussione e che però potrebbero essere adottate per il 2017. Per questa stagione le cose rimarranno come gli altri anni con i soliti 40 giorni di fermo che riguarderà tutte le marinerie dell’Adriatico. La data non è stata ancora fissata, quello che si sa è che il fermo partirà nei primi dieci giorni di agosto. Di questo e di altro si è parlato in un incontro che la responsabile nazionale Dem per la Pesca Laura Venittelli ha tenuto a Termoli con gli operatori del settore. Ha spiegato che in Parlamento si sta lavorando alla definizione delle aree di ripopolamento da chiudere a qualsiasi attività di pesca, come anche alla possibilità di introdurre un periodo prima del fermo che impedisce alle grosse imbarcazioni a strascico di pescare tra le 3 e le 6 miglia dalla costa. L’incontro è stato anche occasione per illustrare i contenuti della cosiddetta finanziaria Blu che interviene con strumenti economici per aiutare le imprese ittiche, come un piano assicurativo nazionale o come la risoluzione per garantire l’accesso al credito alle imprese della pesca. Svolta siginificativa anche per le donne che magari lavorano a terra e comunque a supporto di parenti che hanno la licenza. Finalmente dopo anni di discriminazione vengono ora equiparate ai fini previdenziali al personale imbarcato.

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