Home Apertura Nuova sede della Regione, fuori i big mondiali dell’architettura. Il concorso va ai big locali dell’agricoltura

Nuova sede della Regione, fuori i big mondiali dell’architettura. Il concorso va ai big locali dell’agricoltura

ingresso_notturno_NL regionedi GIOVANNI DI TOTA

Misteri molisani. Al concorso internazionale di idee per la progettazione della nuova sede della Regione, restano fuori i colossi dell’architettura mondiale e vince uno studio di Campobasso.

Le palazzine liberty lungo la parte finale di viale Elena, la facciata concava del palazzo dell’Incis, l’intersezione con via Petrella e l’imponente ingresso di villa de Capoa.

E’ la visuale che incornicia piazza Savoia, sbocco delle tre direttrici viale Elena, Corso Vittorio e Via Roma della cosiddetta Campobasso murattiana.

Un disegno, oggi macchiato dall’ex hotel Roxy, che il concorso internazionale di idee bandito dalla Regione per la propria nuova sede si proponeva di ricomporre. Affidarsi a mani esperte per ricucire – è la dicitura esatta del bando – le cubature di piazza Savoia. In soldoni, togliere la bruttura del Roxy e progettare qualcosa di molto più simile al preesistente. Senza stravolgerlo.

Per questo, con 50 punti, la commissione avrebbe dovuto attribuire il punteggio più alto proprio ad un aspetto estetico elevato.

Non si conoscono ancora gli altri progetti che hanno partecipato. Tuttavia è sufficiente digitare su internet i nomi degli studi che hanno concorso e, rimanendo ai primi dieci classificati, a qualche loro intervento. L’Abdr architetti associati, quinti in graduatoria, hanno realizzato ad esempio il progetto della nuova stazione Tiburtina a Roma per l’alta velocità, il nuovo teatro dell’Opera di Firenze. La Ottaviani associati di Roma, decima nella classifica della commissione della Regione Molise, ha sul proprio sito, tra un progetto in Cina e l’altro a Ryhad dove ha realizzato la metropolitana, diversi ospedali. A Trieste e a Pisa, con il progetto avveniristico della Villa Matris.

Le tavole prodotte con il progetto della nuova sede della Regione Molise dall’ottantina di partecipanti al concorso, avrebbero dovuto essere esposte nei locali della ex Gil. Ma fino ad oggi nessuno ha visto quei lavori, tranne i componenti della commissione che li hanno giudicati. Nemmeno sul sito dell’architetto Nicola Guglielmi, che si è messo alle spalle il fior fiore degli studi di architettura italiani con la sua idea, figura l’immagine del cubo bianco, intersecato da un altro parallelepipedo di vetro, con il quale ha stregato i commissari e ha vinto il concorso.

Sul sito web compaiono la scuola di Busso, la piazza di Sepino e tante altre opere pubbliche o private per lo più realizzate in Molise.

A proposito di Molise, nella relazione del vincitore c’è forse la carta vincente: Le linee rigide circolari della composizione volumetrica, si legge, si ammorbidiscono nell’area del vecchio Romagnoli, quasi come un tratturo. Si propone un’ampia zona verde su tre livelli destinata ad orto, un forte richiamo alla tradizione agro-pastorale. Al primo livello sulla piazza saranno realizzati filari di tintilia, al secondo alberi do olivo e al terzo di frutta.

Convinti dal richiamo agreste i commissari hanno ceduto. E così, con il consiglio regionale a pochi passi sarà più facile per i cittadini commentare che dietro quelle finestre lavorano braccia sottratte all’agricoltura.

 

 

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