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Attualità - Evidenza - QD - 29 Febbraio 2016

Area di crisi: l’articolo 15 di Frattura. Ma i sindaci lo contestano

frattura-al-meetingAllargamento dell’area di crisi. L’allargamento del territorio beneficiario degli interventi non è passato senza ripercussioni. L’area di crisi, nata, originariamente, per interventi sulle zone di sviluppo industriale del nucleo di Campochiaro-Bojano e di quello di Pettoranello-Macchia d’Isernia-Pozzilli, è stata allargata, su richiesta della giunta regionale, ratificata dal governo centrale, a sessantasei comuni. Trentare della provincia di Isernia e altrettanti della provincia di Campobasso. Siccome parliamo di soldi che verranno in Molise, vediamo di che si tratta. La cifra complessiva dei benefici è di una cinquantina di milioni, originariamente destinati alle aree di crisi della filiara avicola, quindi l’ex Gam, della filiera tessile, ex Ittierre, ed della filiera auto, ovvero ex Di Risio Auto. Con una improvvisa e inaspettata decisione la giunta Frattura, inopinatamente, ha chiesto l’allargamento dei territori a ben sessantasei comuni, tanto che più di qualcuno ha parlato di un nuovo Articolo 15, che tante polemiche sollevò proprio per la filosofia, sbagliata, dell’intervento a pioggia che serve a tutti e nessuno. Il primo a parlare di una scelta sbgliata è stato Massimiliano Scarabeo, l’ex assessore alle attività produttive, che criticò la nuova modalità di inclusione di zone e territori che con le filiere avicole, tessili e automobilistiche c’entravano poco o nulla. Dopo Scarabeo, è nato anche un fronte, per ora limitato, di sindaci, a cui non va bene l’allargamento dell’area. Parliamo dei sindaci di Venafro, Campochiaro e Pettoranello che hanno diffuso un comunicato durissimo, in cui si critica severamente l’allargamento senza criteri dei comuni beneficiari. Un allargamento che, di conseguenza, disperde, anzi polverizza sul territorio, quelle risorse finanziarie che sarebbero dovute servire a rilanciare l’avicolo, il tessile e l’automotive. Un allargamento che sa tanto di clientelismo e campagna elettorale anticipata. Dare un contentino ciascuno a sessantasei sindaci serve probabilmente a chi punta a trasformare un intervento straordinario e mirato in una sorta di riedizione taroccata dell’articolo 15. Quello tanto criticato cinque anni fa dalla sinistra e oggi riproposto sulle stesse lunghezze d’onda. I tre sindaci, Antonio Sorbo, Antonio Carlone ed Andrea Nini, hanno anche presentato le loro osservazioni che chiedono alla Regione di fare marcia indietro e di destinare agli scopi previsti i cinquanta milioni stanziati dal Governo. Ci riusciranno? Difficile ipotizzare che Frattura faccia marcia indietro, forse anche lui pensava ad una riedizione dell’articolo 15. Solo che quando era all’opposizione lo criticava, parlando di Iorio, oggi lo esalta parlando di  una conquista.

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