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martedì, Luglio 16, 2024

Sanità. L’Ordine dei medici contro la riforma Frattura: “Favorisce i privati”

AperturaSanità. L'Ordine dei medici contro la riforma Frattura: "Favorisce i privati"

di PASQUALE DI BELLO

Dura presa di posizione dell’Ordine dei Medici del Molise contro la riforma sanitaria predisposta dal commissario – presidente Frattura. Sotto accusa, in particolare, la scelta di favorire gli operatori privati e lo smantellamento del servizio pubblico.

E’ una presa di posizione durissima quella dell’Ordine dei Medici e degli Odontoiatri di Campobasso e Isernia contro il piano operativo predisposto dal Commissario – Governatore Frattura per il riordino del sistema sanitario regionale. Con una nota congiunta, i due ordini provinciali fanno letteralmente a pezzi il piano predisposto da Frattura con il Tavolo romano e, senza tanti giri di parole ma carte e numeri alla mano, mettono sotto accusa Frattura per la scelta di favorire gli operatori privati a danno del servizio pubblico.

I due presidenti provinciali, Carolina De Vincenzo e Ferdinando Carmosino stilano un elenco di osservazioni che devono essere arrivate a Frattura sulla fronte come freccette che fanno tutte centro sul medesimo bersaglio. Sta di fatto che il predisidentissimo, governatore e commissario, dal 27 gennaio scorso non ha trovato un istante per convocare e ascoltare che più di altri rappresenta la medicina sul territorio.

L’elenco di fatti, circostanze e accuse hanno probabilmente lasciato Frattura senza parole oppure, come spesso gli capita di fare, il governatore si è semplicemente girato dall’altra parte allergico com’è alle critiche.

Ma cosa dicono i medici? Innanzitutto lamentano il mancato confronto con gli operatori del settore, un vulnus che ha prodotto un Piano operativo approssimativo e generico in cui l’unica cosa chiara è la scelta a favore del privato e a danno dei cittadini, oltre che del servizio pubblico. In particolare, i medici mettono il dito nell’occhio a Frattura su una questione: il rapporto Cardarelli Fondazione Giovanni Paolo II che, a loro avviso (ma in generale ad avviso di tutti) non produce alcuna integrazione ma semplicemente la chiusura dei reparti di  del Cardarelli per trasferirli alla ex Cattolica. Devastanti le potenziali ricadute su cittadini: insieme all’assenza di qualsivoglia beneficio economico quello che si paventa è uno scenario apocalittico qualora il privato, per ragioni eminentemente di profitto mancato, decidesse di lasciare il territorio. Dubbia, secondo l’Ordine dei medici, anche la presunta vulnerabilità sismica del Cardarelli, uno degli argomenti usati da Frattura per giustificare quella che lui chiama integrazione ma che suo personalissimo vocabolario dei sinonimi fa il paio col  termine annessione. Ma l’aspetto più raccapricciante dell’intera vicenda oltre che nella sostanza stavolta è anche nella forma. Frattura i medici non solo non li ha ascoltati ma ha pensato bene di non rispondere nemmeno alla loro nota inviata esattamente un mese fa. Come dire? Oltre che politicamente incapaci anche istituzionalmente maleducati. Così non manca proprio nulla.

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