Schermata 2016-02-24 alle 18.36.58Non c’è che dire, se Frattura non va a Roma, fa danni, vedi l’assenza ingiustificata dell’agosto 2014, quando la conferenza Stato-Regioni autorizzò solo la Basilicata allo sforamento dei limiti previsti dal Decreto Balduzzi per la riorganizzazione ospedaliera. Infatti, se il presidente della regione Molise, invece di andare nella sua tristemente nota villa sul mare a Termoli, fosse andato a Roma e, come la Basilicata, avesse chiesto lo sforamento anche per il Molise, oggi non staremmo qui a disperarci per i posti letto e gli ospedali. Ma Frattura, è tutto verificabile, fa danni anche quando va a Roma, come, per esempio quando ha espresso, a nome della regione Molise, il suo consenso al decreto Sblocca Italia, con cui Renzi praticamente sarà autorizzato a potenziare come vuole e quando vuole le capacità di trattamento dei rifiuti dell’inceneritore di Pozzilli, ben al di là anche delle attuali 93mila tonnellate all’anno. Con il consenso espresso dalla Regione Molise alla Conferenza Stato – Regioni dello scorso 4 febbraio, si è, di fatto, aperta una strada per poter consentire un aumento del quantitativo che viene oggi bruciato nell’inceneritore di Pozzilli, quantitativo che supera ben oltre le esigenze della Regione Molise. A contrario di quanto “rassicurato” dagli esponenti della Regione, non è possibile, ad oggi, sapere la portata e gli effetti che potrà avere il decreto Sblocca Italia sulla nostra Regione visto che molto dipenderà dai decreti attuativi e i relativi allegati, ad oggi sconosciuti. Tutto ciò è aggravato dall’assenza di uno studio epidemiologico sulle popolazioni della Valle del Volturno nella quale insiste, ricordiamolo, anche un’altra realtà fortemente impattante, il Cementificio Colacem che è, di fatto, un secondo inceneritore, a questi si aggiungono l’inquinamento derivante dalla intensa viabilità che si registra nella Valle oltre ovviamente ad altre attività industriali. Di più. Ad oggi mancano, poiché mai fatte, uno studio sulle matrici ambientali che accerti il reale livello di inquinamento e la sommatoria degli inquinanti. Per tali motivi, Frattura non doveva avallare il decreto Sblocca Italia. Approvazione che preclude alla Regione Molise il diritto di contestare i decreti attuativi come potranno fare sia la Regione Campania che la Lombardia le quali non hanno dato il loro consenso alla Conferenza Stato-Regioni. Inoltre ci sono forti perplessità anche sulla Proposta di Piano Rifiuti Regionale che presenta notevoli criticità: ad esempio è previsto l’allargamento delle discariche e la possibilità di bruciare combustibile di qualità inferiore. Su questo aspetto l’Associazione ha chiesto ai rappresentanti della Regione l’assunzione di un serio impegno a disporre un piano che preveda la dismissione dell’impianto di incenerimento di Pozzilli. Un impianto che appartiene alla Hera Ambiente tristemente nota alle cronache anche grazie alla trasmissione Report che ha ipotizzato inquietanti collegamenti tra la famiglia campana dei Cosentino ed una società collegata alla stessa Hera Ambiente. Insomma, in conclusione, nell’ennesimo imbroglio molisano c’è di tutto, ambiente violato, leggi aggirate e forse anche qualcosa di molto più imbarazzante.

 

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