Home Attualità Trivento, carte in Procura per fare “luce” sui led

Trivento, carte in Procura per fare “luce” sui led

discovery_1Quasi 200.000 euro: è la cifra che la Regione ha concesso al Comune di Trivento il 2 ottobre 2015. Soldi arrivati dall’Europa che dovevano servire a rendere più efficiente la pubblica illuminazione, risparmiando energia e limitando l’inquinamento. Dovevano servire, già, perché ad oggi a Trivento questi lavori non sono ancora cominciati e delle «famose» lampade al Led non c’è traccia.
Come mai la ditta incaricata dei lavori è stata, invece, pagata? Se l’è chiesto Paolo Di Zanna, consigliere comunale de «La rinascita di Trivento» che ha presentato un’interrogazione al sindaco segnalando presunte irregolarità anche alla Procura della Repubblica.
Stando alle sue dichiarazioni, sono diversi i punti oscuri in questa vicenda. Una volta arrivati i soldi dalla Regione, la variazione di bilancio avrebbe dovuto deciderla il consiglio e non la giunta (come invece è avvenuto), approvandola «alla svelta – come ha dichiarato Di Zanna – per motivi d’urgenza». Un’urgenza non giustificata – hanno aggiunto dall’opposizione – perché il consiglio si sarebbe dovuto riunire due giorni dopo. Da qui la contestazione che ha portato all’accusa di «usurpazione dei poteri». A ciò si aggiunge il mancato inserimento di queste opere nell’elenco dei lavori pubblici del 2015, una variazione da effettuare tramite delibera ma che il comune ha deciso di non attuare.
Il sindaco, all’obiezione di Di Zanna, ha spiegato che non si trattava di lavori ma di semplici interventi di manutenzione e nuove forniture. Come mai allora – ha replicato il consigliere – sono stati nominati un progettista, un direttore dei lavori e un responsabile della sicurezza.
L’opposizione ha poi insistito su un altro aspetto che accomuna Trivento a molti altri paesi: se i lavori non sono neanche cominciati, com’è possibile che la ditta, la Elettrica Mater di Montaquila, sia stata liquidata per oltre il 70% dell’importo totale?
Anche in questo caso il comune di Trivento si è giustificato dicendo che il pagamento doveva avvenire entro breve termine, pena la perdita dei fondi.
In merito all’affidamento dei lavori – è stato poi evidenziato – il comune di Trivento non avrebbe rispettato i 30 giorni di tempo dall’inizio della gara d’appalto, ma avrebbe dato l’incarico all’impresa nello stesso giorno. Una circostanza che ha indotto una ditta concorrente a prestare ricorso.
Una situazione ingarbugliata che ha spinto il consigliere Di Zanna a segnalare i fatti alla Procura della Repubblica.

silvia valente

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