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Apertura - Attualità - Politica - QD - Regione - 21 Febbraio 2016

Patriciello – Iorio, prove tecniche di matrimonio. L’europarlamentare al vertice della Regione, l’ex governatore alla Camera

di PASQUALE DI BELLO

Dalla scelta che il centrodestra farà per la candidatura a sindaco di Isernia, verranno dei segnali ben precisi in ordine al riassetto politico – istituzionale della Regione Molise. Sullo sfondo una trattativa segreta che porterebbe l’europarlamentare al vertice della Regione e l’ex governatore alla Camera dei Deputati.

L’avvilente immagine della riunione tenuta da Forza Italia a Isernia, tra i tavolini di un albergo, è l’espressione dello stato di sbandamento del partito berlusconiano in Molise. Più che a una riunione di partito, i presenti sembravano dei passeggeri casualmente riuniti all’interno di una sala d’aspetto in attesa del rapido Lecce – Milano. Eppure da Isernia il centrodestra, di cui Forza Italia fa parte, seppur ridotta alla consistenza di una cabina telefonica, dovrebbe ripartire con l’obiettivo di riprendersi la Regione. Il capoluogo pentro, dopo la disastrosa esperienza Brasiello, è un obiettivo a portata di mano ma, per come si stanno mettendo le cose, rischia di sfuggire alla coalizione che tra due anni dovrebbe candidarsi a sostituire Frattura. Decisiva sarà la presa di posizione di Aldo Patriciello che segretamente, insieme a Michele Iorio, sta ricostruendo il filo di un’alleanza che si è spezzata nel 2013 con l’invenzione di Rialzati Molise, il Cavallo di Troia dentro al quale l’europarlamentare s’è nascosto per amoreggiare con Frattura. Dopo tre anni le cose sono cambiate. Frattura sembra anche lui uno passato per caso da via Genova, sede della Regione, ed ha assunto ormai quell’espressione immota che hanno gli uomini (politicamente) finiti quando aspettano l’ultimo tram.

Patriciello, è questa la novità che starebbe covando sotto le braci, potrebbe essere il candidato del centrodestra alle elezioni regionali del 2018. L’avventura europea, dopo tre mandati, è ormai improponibile per un quarto giro e un trasferimento in Parlamento a Roma equivarrebbe a una deminutio. Se le cose restano queste, a vincere le politiche sarà il partito neodoroteo del neoduce Renzi e Patriciello si troverebbe dall’altra parte di chi comanda a lanciare aeroplani di carta verso i banchi del governo. Ecco perché la strada di un accordo con Iorio, il vecchio rivale di sempre, appare obbligata. Dal canto suo Iorio non ha più velleità presidenziali. In Regione si diverte e lo si capisce da come fuma il sigaro e fa ballare la rumba al centrosinistra. E’ l’unico che quando parla desta l’attenzione di Frattura, notoriamente concentrato sui giochi con le aste e le matite colorate. All’ex presidente interessa altro e quest’altro è un trasferimento a Roma, in Parlamento. A differenza di Patriciello che se non vince non si diverte, a Iorio non dispiacerebbe starsene alla Camera dei Deputati seppur tra i banchi dell’opposizione. La base dell’accordo potrebbe essere proprio questa: Iorio alla Camera e Patriciello alla presidenza della Regione. Qualora lo volesse, in Forza Italia farebbero ponti d’oro per rimettere il partito in mano a Iorio che, ufficialmente, non se n’è mai andato. Come non se n’è mai andato Patriciello che con Forza Italia ha consolidato il proprio patrimonio politico. Presto da Isernia verranno dei segnali precisi. La convergenza di Iorio e Patriciello su uno stesso candidato sarà la prova dell’accordo.

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