Home Attualità Emergenze in Basso Molise, a Termoli la protesta scende in piazza

Emergenze in Basso Molise, a Termoli la protesta scende in piazza

Sono scesi in piazza per dire basta a quello che è stato definito un attacco al territorio. Una manifestazione di protesta ma fatta anche di proposte per chiedere alle istituzioni un concreto cambio di passo su temi che riguardano il futuro di migliaia di cittadini. I manifestanti si sono riuniti in piazza Donatori di Sangue intorno alle 15. Poco dopo è partito il corteo che si è snodato lungo Corso Fratelli Brigida e poi ha raggiunto piazza Sant’Antonio per gli interventi conclusivi. L’iniziativa è stata promossa dalla Fondazione Lorenzo Milani, R@p Molise, Comitato Acqua e Bene Comune e Cooordinamento Trivelle Zero Molise. Hanno aderito (ma ci sono anche altri) La Fonte, Libera Molise, il Movimento 5 Stelle, San Giacomo Unicamente, Wwf Molise, Slai Cobas Molise, Usb Molise, Oml Minoranza Rsa Fiom Cgil Fca Termoli, Rifondazione Comunista, Libertà e Giustizia Molise e un gruppo dell’azione cattolica.b21391
Al centro della manifestazione alcuni temi che negli ultimi tempi hanno caratterizzato il Basso Molise e altre zone della regione. L’acqua non potabile e l’emergenza che si è creata, le trivelle in Adriatico e sulla terraferma, lo stoccaggio del gas al Sinarca, il referendum e le opere come il tunnel previste a Termoli, i rifiuti dall’Abruzzo, le polveri sottili nel nucleo industriale.
Marcella Stumpo, del Comitato promotore, ha evidenziato le richieste rivolte a chi amministra e decide proprio il futuro delle popolazioni e dell’ambiente in cui vivono: ”Chiediamo delle cose ben precise. L’ultimazione dell’acquedotto molisano centrale, un sistema di gestione assolutamente pubblico dell’acqua che salvaguardi anche le fonti per i paesi che ce l’hanno, la modifica dell’atteggiamento di chiusura nell’accesso alle informazioni con una commissione permanente sulle iniziative che hanno un impatto ambientale dove i cittadini possono essere parte integrante, che il Molise si doti di un sistema che consenta ai cittadini di sapere tutto quello che sta succedendo rispetto a nuovi impianti per avere una visione strategica, che qualunque impianto, se sottoposta a Via seguano la strada dell’inchiesta pubblica come viene fatto in Abruzzo”.

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