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Giornata di “protesta e proposta” al conservatorio Perosi

conservatorio perosi (2)Concerti, performance e attività musicali. La protesta nei conservatori italiani o istituti superiori musicali che dir si voglia è andata in scena a suon di note e strumenti. Questo per ricordare che la musica è una parte importante della vita quotidiana di tutti e che suonare uno strumento non è un hobby, ma passione, duro lavoro, sacrificio, esercitazioni di ore e ore, di giorni e giorni. Anche il conservatorio Perosi ha aderito alla manifestazione che ha unito tutti gli istituti musicali d’Italia, sotto lo slogan «giornata di protesta e proposta», perché sia chiaro il messaggio che si vuole far passare. «Vogliamo cercare di sbloccare l’immobilismo che ha colpito il Miur e le varie istituzioni. Vogliamo più attenzione» ha detto il direttore Lelio Di Tullio. Eppure i numeri che circondano l’universo della musica sono di tutti rispetto: sono 77 gli istituti di alta formazione, 54 conservatori statali e 19 non statali, 50mila studenti, di cui 10% sono stranieri, oltre 6000 diplomati all’anno, 7000 eventi- specie concenti- all’anno, 6000 docenti. Inconcepibile quindi che tutto questo mondo non riceva le giuste attenzioni. Quello che si chiede è la completa attuazione della riforma del sistema di alta formazione artistico musicale, attesa da 16 anni, un nuovo sistema di reclutamento, ordinamento di tutti i corsi di studio, statalizzazione degli istituti musicali, incremento di risorse. « Questa giornata serve per richiamare l’attenzione sui questi istituti, per dare risalto al valore delle competenze del personale e all’importanza di questi studi- ha fatto presente Giovanni Cannata, presidente del «Perosi»- . Studi che forniscono mezzi per affrontare un futuro lavorativo non solo nel campo della musica ma anche in altri settori, come l’insegnamento o il giornalismo. Siamo abituati a pensare ai conservatori solo come i luoghi che sfornano piccoli o grandi Beethoven, ma sono molto più di questo».

martma

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