trivelleUna battaglia appena iniziata e a questo punto già vinta. Si conclude così la forte opposizione di istituzioni, comitati e associazioni ambientaliste contro il permesso rilasciato alla Petrolceltic dal Ministero dello Sviluppo Economico e che autorizzava a perforare i fondali marini intorno alle Isole Tremiti alla ricerca del petrolio. E’ stata proprio la società irlandese a fare un passo indietro presentando al Mise una formale rinuncia spiegando che «l’interesse minerario sul permesso è venuto meno, essendo trascorsi 9 anni dalla presentazione dell’istanza ed essendosi nel frattempo registrati significativi cambiamenti delle condizioni del mercato mondiale». Questa la motivazione ufficiale, anche se gli addetti ai lavori invece addebitano la rinuncia alla grossa crisi finanziaria che ormai da tempo investe la società. Quali siano i reali motivi a questo punto conta poco: importante invece è il risultato portato a casa. Esprime soddisfazione il senatore Roberto Ruta che ringrazia comitati, associazioni e istituzioni che si sono attivate per sensibilizzare l’opinione pubblica. «Molto contenta» si dice anche Marcella Stumpo della fondazione Milani e Trivelle Zero Molise che spiega però come proprio in questo momento sia necessario «non abbassare la guardia. Si tratta di un piccolo tassello e il pericolo generale delle trivellazioni non è stato scampato. Proprio qui nel Molise centrale – ricorda – c’è la concessione ‘Santa Croce’ che sta andando avanti, poi c’è quella nell’Adriatico che riguarda l’area ‘Rospo Mare’ che ha chiesto l’autorizazione per 4 pozzi». Insomma per la Stumpo c’è stata una vittoria su quella che forse era la concessione più appariscente perchè riguardava una riserva marina, ma probabilmente non la più pericolosa. E’ per questo che bisogna andare avanti nella lotta alla devastazione del territorio e che proprio in Molise e a Termoli, per il 20 febbraio, vede organizzata una manifestazione per protestare contro le trivelle, ma anche contro il recente inquinamento dell’aria tra Campomarino e Portocannone, contro la contaminazione dell’acqua in Basso Molise, contro l’ampliamento delle industrie chimiche e ora anche contro l’incenerimento dei rifiuti dell’Abruzzo in Molise.

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