Home Attualità Scuole e sicurezza, Frattura come Renzi: solo fumo negli occhi

Scuole e sicurezza, Frattura come Renzi: solo fumo negli occhi

sicurezzadi GIOVANNI DI TOTA

Il primo era stato Matteo Renzi. Che Italia costruiamo, andava ripetendo il premier degli esordi, se non dedichiamo tutto il nostro impegno sulle scuole.

E giù la serie di slide e di promesse su sicurezza e futuro dei ragazzi, la vera risorsa dell’Italia. Poi la riforma sappiamo come è stata accolta dal mondo della scuola. Ma di sicurezza, nel senso di edifici solidi e antisismici, si era parlato anche in Molise. Per la precisione il 23 giugno del 2014.

Lo ha ricordato il sindacato degli edili della Cgil, a proposito dell’accordo di programma quadro, annunciato a tutte le latitudini dal presidente Frattura, firmato tra la Regione, il ministero dell’Istruzione e il dipartimento delle politiche di sviluppo economico.

Una montagna di soldi, 28 milioni di euro, destinati all’edilizia scolastica. Risorse assegnate dal Cipe per ricostruire le scuole che avevano riportato danni dopo il terremoto del 2002. Una quindicina di comuni, tra i quali anche Campobasso.

L’arrivo dei milioni era stato salutato con la giusta enfasi dal governatore: “Preso saranno avviati i cantieri per i 22 interventi presentati dai comuni. Una risposta concreta – aveva spiegato Frattura – a uno dei temi avvertiti come prioritari da tutti: la sicurezza delle scuole, dove far studiare e crescere in tutta tranquillità i nostri figli”. E in effetti, guardandosi alle spalle in un passato nemmeno tanto distante, la sicurezza delle scuole in Molise è un tasto ancora doloroso.

La Fillea della Cgil ha però ricordato che il 2014 è trascorso senza che aprisse nemmeno un cantiere. E, a giudicare dalle rivendicazioni dei costruttori edili, che hanno già annunciato di voler licenziare i propri dipendenti a causa del fermo dei pagamenti e della crisi del settore, di mattoni e di calcestruzzo non si è vista nemmeno l’ombra. I 28 milioni, qualche mese più tardi, si sono più che dimezzati, ma nemmeno dei 12 milioni rimasti, come indica la delibera Cipe del giugno 2014 si è trovata traccia. I lavori avrebbero dovuto essere appaltati a dicembre di due anni fa. Cosa è accaduto? Si chiede la Cgil oggi.

Nessun lavoro è partito, forse quei 12 milioni di euro se sono rimasti in cassa saranno stati impiegati in altro modo. Le scuole sono rimaste le trappole che erano fino a ieri e le imprese edili si preparano a mettere per strada gli operai. Solo qualche giorno fa l’ordine dei geologi del Molise ha ricordato che la maggior parte delle scuole della regione, il 70 per cento hanno detto i tecnici, ha problemi strutturali. E quando ci sono dati e numeri diventa difficile evitare di cadere nell’allarmismo.

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