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martedì, Luglio 16, 2024

Consulenze milionarie Ittierre, rinviato a giudizio Stansilao Chimenti attuale commissario Tirrenia

AttualitàConsulenze milionarie Ittierre, rinviato a giudizio Stansilao Chimenti attuale commissario Tirrenia

chimenti_s_cropped_low_resStanislao Chimenti commissario straordinario della Tirrenia e della Siremar, ex commissario dell’Ittierre, è stato rinviato a giudizio per interesse privato negli atti della procedura di amministrazione dell’azienda tessile molisana, che guidò fino all’aprile del 2015, quando di dimise. Se la cava invece Roberto Spada, assistito da un Arturo Messere particolarmente in forma, che si è anche opposto, con successo, alla richiesta di costituzione, come parte civile, degli ex dipendenti Ittierre, assistiti da Marco Franco. La loro richiesta era tardiva. Come si ricorderà, l’inchiesta sui commissari nacque proprio da un esposto alla procura degli ex dipendenti Ittierre. La decisione del Gup di Isernia, Elena Quaranta, al termine di una discussione articolata, durata ben due sedute, in cui è stato fatto l’esame della correttezza della gestione commissariale dell’Ittierre dal 2009, al al 2014. Chimenti divrà comparire davanti al tribunale di Isernia il prossimo 23 marzo. Lo ha assistito gli avvocati Grazia Volo e Leo Mercurio del Foro di Roma. La richiesta di rnvio a giudizio era stata presentata dal sostituto Federico Scioli, che accusava Chimenti, in qualità di commissario Ittierre, di aver affidato all’avvocato Donato Bruno (recentemente scomparso e in passato in corsa anche per la Corte Costituzionale) numerosi incarichi di consulenza legale, talvolta superiori anche ai massimi tariffari, per un totale di circa tre milioni e settecentomila euro, tra il 2009 e il 2014. Ad avviso di Scioli c’è stato interesse privato negli atti della procedura perchè: «con Donato Bruno, Chimenti coltivava da anni rapporti di collaborazione professionale, in forza dei quali usufruiva gratuitamente dell’immobile ubicato a Roma, in via Veneto 7 e dei servizi che facevano capo allo studio Bruno, nonchè percependo periodicamente compensi dallo stesso studio». Insomma, secondo la procura di Isernia, i due se non erano soci, poco ci mancava, e la loro vicinanza ha sollevato il sospetto che dietro l’affidamento di incarichi milionari, da Chimenti a Bruno, ci potesse essere qualcosa di più della stima professionale. È chiaro che tutto dovrà essere dimostrato davanti ai giudici del tribunale, ma certamente si tratta di un danno d’immagine devastante per chi, come Stanislao Chimenti, è accreditato presso il governo come risolutore di crisi aziendali. Tant’è vero che, ultimamente, il governo Renzi lo ha messo alla guida della Tirrenia, la più grande compagnia navale italiana. Se la cava, invece Roberto Spada, assolto dallo stesso capo d’imputazione. Il suo difensore, Arturo Messere, ha dimostrato che il professionista milanese non ha tratto alcun vantaggio dall’affidamento di alcuni lavori di contabilità dell’Ittierre allo studio Spadacini di Milano, con cui collabora. I costi sarebbero stati addirittura inferiori a quelli di mercato. Spada per questo non andrà a giudizio, come del resto l’altro commissario, Ciccoli. Dovranno comparire comunque davanti al tribunale di Isernia, il prossimo 23 marzo, non per responsabilità diretta, ma per aver avallato la condotta di Stanislao Chimenti.

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