IMG_2704Carresi all’anno uno. Per la millenaria tradizione dei Comuni di San Martino, Portocannone e Ururi inzia una nuova era, che passa attraverso il nuovo disciplinare. Un plico di 16 pagine in cui sono elencate regole che cambieranno lo svolgimento delle Carresi con lo scopo di tutelare il benessere degli animali e permettere nuovamente la corsa in onore dei santi patroni. Dopo lo stop del 2015 quando la Procura di Larino sequestrò buoi e stalle per maltrattamenti agli animali e impedì le manifestazioni, e dopo le prime eclatanti proteste, è inziato un percorso di riflessione in cui si è capito – come ha spiegato il procuratore capo Ludovico vaccaro – che le Carresi così non potevano più andare avanti. Era necessario riscrivere le regole. Ed è stato fatto. Se n’è occupata un’equipe di professionisti guidata dall’avvocato Antonio De Michele che dopo mesi di lavoro ha redatto il disciplinare. E’ stata istituita una Commissione unica di vigilanza, formata da tre veterinari e due esperti di materie giuridiche, che dovrà controllare il rispetto del regolamento e sono state individuate figure di garanzia come il capostalla e il capocarro. Ci saranno casacche numerate per carristi e cavalieri che potranno utilizzare verghe solo per governare i carri. I pungoli non potranno essere più lunghi di 5 millimetri, vietati i farmaci ai buoi e verrà sistemata della sabbia nei punti più critici dei percorsi. «E’ stato un lavoro lungo e difficile a cui hanno contribuito diversi professionsti tra veterniari e docenti universitari. Tutto è stato fatto con la collaborazine delle amministrazioni comunali che hanno messo a disposizione gli uffici tecnici. una prima bozza è stata presentata alle associazioni che hanno presentato delle osservazioi. Alcune sono state prese in considerazione e altre no, ma alla fine tutti hanno firmato soddisfatti il nuovo regolamento» ha commentato l’avvocato De Michele.
Il procuratore ha voluto rimarcare che non c’è mai stato nulla contro le Carrese come manifestazione in sè, ma contro il modo in cui veniva svolta. «Tra qualche anno me ne andrò ma sono contento di aver contribuito a riscrivere in positivo la storia di questa tradizione che si deve basare – ha affermato – anche sul rispetto del benessere degli animali». «Una manifestazione che avrebbe decretato la sua fine se continuava a svolgersi in quel modo. Così l’abbiamo salvata» ha aggiunto Vaccaro.

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