sanitàSanità molisana tormentata e sotto esame continuo.
Nel giorno del tavolo tecnico decisivo, due notizie contrastanti, la prima, quella della bocciatura dell’emendamendo per la proroga dei precari, che rischia di provocare il blocco dei ricoveri di tutti gli ospedali della regione, la seconda, quella della chiusura dell’accordo con Cattolica e Neuromed, che lascia in grado di funzionare almeno una sanità privata che però non è assolutamente in grado dio coprire tutte le esigenze dell’utenza.
Ma andiamo con ordine, partendo dalla notizia che ha gettato nel caos dell’incertezza tutti i presidi ospedalieri della regione. Sono saltate infatti le assunzioni di 6 mila tra infermieri e medici, a livello nazionale. L’emendamento salva precari è saltato malgrado il provvedimento fosse già stato validato dalla ragioneria dello Stato. Al ministero alla Sanità annunciano che la norma adesso seguirà il normale percorso parlamentare. Ma visto che le assunzioni sarebbero dovute partire già a gennaio, tutto slitterà di molti mesi.
L’idea era quella di recuperare le risorse necessarie alle assunzioni, circa 350 milioni di euro, dalla nuova legge sulla responsabilità professionale civile dei medici. Era tutto pronto per dare il via al provvedimento e fino all’ultimo al ministero della Sanità hanno pensato di far approvare un piano per certi versi storico, viste le difficoltà economiche in cui versa il sistema sanitario. Oltretutto le nuove assunzioni sarebbero servite a fronteggiare i nuovi orari imposti dall’Europa. Prevedono riposi più lunghi e turni settimanali più corti di quelli fatti in molti ospedali italiani, che così si sono trovati con carenze di organico.
Visto che le assunzioni non si faranno, c’è ora da capire se si deciderà di intervenire in qualche modo sui nuovi orari e in Molise c’è da capire come si potrà andare avanti senza il rinnovo dei contratti dei cinquecento precari che garantivano praticamente il funzionamento dei reparti ospedalieri in tutti i presidi. Probabile quindi la richiesta di una norma ad hoc per il Molise, nell’ambito del tavolo tecnico. Il ministro Lorenzin ha comunque buttato acqua sul fuoco, garantendo che i rinnovi dei precari comunque saranno fatti attingendo subito ad altri canali di finanziamento, ma l’impressione è che stia solo tentando di arginare la protesta del personale ospedaliero che domani incrocerà le braccia in tutta Italia con uno sciopero nazionale dei 200mila medici del servizio sanitario.

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