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Giubileo a Isernia, aperta dal vescovo monsignor Camillo Cibotti la Porta Santa della cattedrale

portasantaAperta anche a Isernia la porta santa della cattedrale. Come annunciato dallo stesso Papa Francesco, il Giubileo Straordinario della Misericordia iniziato lo scorso 8 dicembre, avrà una forte connotazione diocesana. E’ infatti volere del Santo Padre che, dopo l’apertura della Porta Santa in San Pietro, ogni diocesi del mondo celebri la solenne apertura della porta santa della propria cattedrale. E così la diocesi di Isernia Venafro ha vissuto questo evento in due momenti distinti. Il primo ieri sera, con la solenne apertura della Porta Santa della Cattedrale di Isernia. Il secondo oggi, con quella della concattedrale di Venafro. Il rito a Isernia ha avuto inizio nella chiesa di san Francesco, in Corso Marcelli, dove si è tenuta la cosiddetta “Statio” al termine della quale la processione si è diretta verso la cattedrale dove il vescovo Camillo Cibotti, dopo l’apertura della Porta Santa, ha presieduto la solenne eucaristia.
Per la diocesi pentra si tratta di uno straordinario privilegio concesso dalla Sede Apostolica alla Cattedrale di Isernia. Si tratta della istituzione della porta santa nella Cattedrale di Isernia, che, per l’occasione del presente giubileo, assume il nome di “Porta della Misericordia”, nome che manterrà in perpetuo. Su richiesta del Vescovo Camillo Cibotti, la Penitenzieria Apostolica, in forza delle facoltà a lei attribuite dal Santo Padre, ha infatti esteso i beni spirituali connessi all’antichissima Porta Santa della Concattedrale di Venafro, alla “Porta della Misericordia” della Cattedrale di Isernia.
Isernia e l’intera Diocesi di Isernia-Venafro, sono doppiamente riconoscenti a Papa Francesco: per l’Anno Santo e per la Porta Santa isernina. L’istituzione in perpetuo della Porta della Misericordia – nel contesto dell’Anno Santo della Misericordia, e dopo l’Anno Giubilare Celestiniano concluso il 5 luglio scorso – è oltretutto un modo forte per sentire e vivere dinamicamente il legame con Pietro del Morrone/Papa Celestino V, il “padre delle Misericordie” come ebbe a scrivere uno dei suoi discepoli, colui che al momento della sua consacrazione episcopale e vestizione papale spalancò al mondo, a Collemaggio, le porte della Divina Misericordia, sorgente di perdono, di gioia e di pace.

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