Foto di Emi Curatolo
Foto di Emi Curatolo

di PASQUALE DI BELLO

Esiste una particolare chiave di lettura della vicenda Carresi, ed è quella del coraggio. Il coraggio di tre piccole comunità che hanno saputo adeguare le proprie tradizioni a nuove sensibilità, come la tutela del benessere animale. Una vittoria del popolo e dell’intelligenza, contro le lobby del fanatismo animalista.

La gigantesca cataratta scesa il 25 aprile scorso su San Martino in Pensilis, Portocannone e Ururi si è spezzata e, per queste tre comunità, torna la luce della tradizione. Che i miracoli accadano, questo lo sapevamo. Quale faccia abbiano, però, questo non ce lo ha mai detto nessuno. Almeno fino ad oggi, perché il miracolo compiuto in favore delle Carrese ha facce e nomi di uomini e donne che per mesi hanno lavorato in silenzio, con rigore e amore per questa manifestazione capace di tenere insieme religione, folklore, storia e memoria e, in una sola parola, l’identità. L’identità di tre popoli e tre comunità oggi è salva grazie al lavoro di un gruppo di accademici coordinati dall’avvocato Antonio De Michele. Oltre a lui, la resurrezione della Carrese è opera di Letizia Bindi, Katia Ballacchino, Fabio Pilla e Marco Pepe. Questo andava detto e lo abbiamo voluto dire subito, poiché il senso di gratitudine, stima e riconoscenza vadano nella direzione di chi ha merito. Sono loro che hanno studiato i temi e le soluzioni confluite nel nuovo regolamento che disciplina lo svolgimento della Carrese.

Tornano quindi le storiche manifestazioni bassomolisane, tecnicamente salve grazie alla sottoscrizione da parte delle associazioni carristiche di un regolamento disciplinare che, nel rispetto delle prescrizioni in favore e tutela del benessere animale, detta norme e comportamenti da osservare e tenere nel corso della manifestazione. La svolta dell’intera vicenda, cominciata lo scorso 25 aprile col provvedimento di sequestro di stalle e animali disposto dalla Procura della Repubblica di Larino per una ipotesi di maltrattamento, è nella adozione di questo regolamento disciplinare. Grazie a tale assunzione di impegni e responsabilità, la Procura della Repubblica di Larino ha disposto la revoca dell’ultima misura cautelare rimasta in piedi: il divieto di utilizzare buoi e cavalli ai fini della manifestazione. Potranno così ripartire, nel rispetto delle norme contenute nel nuovo regolamento, gli allenamenti degli animali in vista degli appuntamenti della prossima primavera, a partire dal primo, quello del 30 aprile 2016 con la Carrese di San Martino in Pensilis. Simbolicamente, sarà quello il giorno della resurrezione delle Carresi, il giorno che segnerà un triplo miracolo: quello della fede, quello dell’intelligenza e quello del coraggio. Il primo, di certo lo si deve all’intervento di una mano celeste capace di illuminare le menti degli autori del secondo, uomini e donne, come abbiamo detto, che hanno messo a disposizione i loro studi, le loro capacità e il loro tempo al servizio di questa causa. Ma è il terzo miracolo che merita di essere raccontato. Quello avvenuto nel silenzio. Il miracolo del coraggio. Il coraggio di tre piccole comunità, tre nuclei infinitesimali rispetto alla moltitudine del fanatismo animalista diffuso ai quattro angoli del pianeta. Lo abbiamo detto e scritto, e lo diciamo e lo riscriviamo ancora: l’amore e il rispetto per gli animali sono cosa ben diversa dal fanatismo animalista, quello, ad esempio, di chi vorrebbe imporre idee folli come l’abolizione degli omogeneizzati. Bene, quella di oggi è anche la vittoria del coraggio, quello di tre piccole comunità che in nome della propria storia e della propria identità hanno saputo adeguare le proprie tradizioni all’emergere di nuove sensibilità, come il rispetto per il benessere animale, e respingere al mittente l’attacco di una lobby mondialista e fanatica dotata di strumenti potentissimi: denaro, mezzi di comunicazione, camarille parlamentari nelle principali nazioni.

In un mondo capace di stritolare storie e identità, un mondo sotto l’attacco del relativismo valoriale, questa piccola vittoria segna una differenza sostanziale tra ciò che passa e ciò che è destinato a durare. Le Carresi, resteranno nella Storia e nel Tempo i fanatici, al contrario, verranno seppelliti dal Tempo e dalla Storia.

 

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