Home Attualità Elezione Coia, il centrodestra perde ma non troppo. Il Pd alle prese con il caso Scarabeo: e se l’ex assessore avesse ragione?
Attualità - Evidenza - QD - 28 Novembre 2015

Elezione Coia, il centrodestra perde ma non troppo. Il Pd alle prese con il caso Scarabeo: e se l’ex assessore avesse ragione?

coia festaLorenzo Coia esponente storico del Pd, mettendo apparentemente d’accordo tutte le anime del partito democratico, si è imposto nella sfida con Antonio D’Itri, candidato del centrodestra. Fin qui tutto come previsto, il centrosinistra governa la regione e quindi partiva da una posizione di assoluto privilegio, potendo contare su numerosi amministratori locali bisognosi di consolidare i loro rapporti con l’attuale esecutivo regionale. Quella che ha sopreso un po’ tutti è stata l’analisi del voto per la presidenza della provincia di Isernia. Infatti il cartello elettorale del centrodestra, limitato ufficialmente a soli tre partiti, Forza Italia, Fratelli d’Italia e Udc, è riuscito a portare a casa ben il 40 per cento dei voti ponderati e addirittura la maggioranza dei voti personali dei singoli amministratori, sindaci e consiglieri comunali vari. Inoltre, se l’Udeur di Vincenzo Niro e Rialzati Molise di Vincenzo Cotugno non avessero appoggiato coerentemente Lorenzo Coia, visto che appoggiano Frattura alla Regione,  davvero le cose sarebbero potute cambiare. Ovvero, ci sarebbe potuta scappare la sorpresa, con la vittoria di Antonio D’Itri anche sui voti ponderati. L’analisi nel dettaglio dice che solo Frosolone ha votato compatto per Coia, con 12 voti su 12. A Venafro Coia ha preso 8 voti e D’Itri 7. Così come ad Agnone, dove Coia 9 voti e D’Itri 4. Netta la prevalenza di Antonio D’Itri nei piccoli comuni, con 159 voti a 137. Se Isernia non fosse stata commissariata e i suoi rappresentanti avessero potuto votare magari sarebbe finita in un’altra maniera, visti i mal di pancia della maggioranza che governava a Palazzo San Francesco, con un partito democratico diviso e lacerato e con un Luigi Brasiello sempre più distante dal pd ufficiale che lo ha clamorosamente scaricato. Le immagini parlano chiaro, alla provincia, a far festa con Lorenzo Coia, c’erano gli stessi personaggi del pd che hanno silurato Brasiello. Insomma il pd ha vinto, ma farebbe bene a non dormire tranquillo. Anche perchè tra poco, circa un mese o poco più, dovrà fare anche i conti con Massimiliano Scarabeo il cui esilio forzato finirà a inizio gennaio. L’ex assessore, caso unico in Italia, senza essere condannato, ma fino ad oggi neanche rinviato a giudizio, ha dovuto subire anche la sanzione della legge Severino, quella che alla data odierna, aveva sospeso solo amministratori regionali già condannati in primo grado. Scarabeo ha fatto ricorso al tribunale civile e se avesse ragione ne vedremmo delle belle perchè, a quel punto, anche la sua sostituzione in base alla Severino, sarebbe stata un errore di interpretazione della tanto contestata legge. Forse anche per questo Frattura per il momento ha preferito rinviare la nomina del quarto assessore, una poltrona che senza essere occupata scotta già come una sedia elettrica.

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