economiaMILANO – Pieno di fiducia per i consumatori italiani a novembre: l’indice tracciato dall’Istat tocca 118,4 punti, il livello più alto mai registrato dall’inizio delle serie storiche oltre 20 anni fa (gennaio 1995). A ottobre si attestava a quota 117 punti. L’Istat sottolinea che il dato risente “solo in minima parte” degli attentati di Parigi perché la rilevazione è concentrata nei primi quindici giorni del mese. Buone notizie, dunque, per puntare su una ripresa trainata dai consumi interni, alla vigilia del periodo dello shopping natalizio e in un momento di difficoltà per quanto riguarda le variabili esterne: se l’azione della Bce continua infatti a spingere in basso i rendimenti dei titoli di Stato, con riflessi positivi per i conti pubblici, e il prezzo del petrolio ai minimi schiaccia l’inflazione, la crisi dei mercati emergenti e il quadro internazionale di tensione mettono a repentaglio l’export tricolore, una delle voci che tradizionalmente sostiene l’espansione dell’economia italiana. Non è un caso, allora, che mentre la fiducia dei privati sale, quella delle aziende traccia solo un leggero miglioramento e la manifattura scende: già gli ordinativi e il fatturato avevano registrato un andamento negativo.
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