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Apertura - Attualità - Evidenza - Politica - QD - 12 Novembre 2015

Sanità al collasso. Scarseggia tutto: aghi, strumenti, lacci, garze … ai molisani restano tasse e supposte

supposte-gialledi GIOVANNI DI TOTA

Di male in peggio, ogni giorno che passa. I cordoni della borsa dell’azienda sanitaria sono sempre più chiusi e i pagamenti alle ditte che forniscono i cosiddetti presidi sanitari agli ospedali sempre più lenti.
Si tratta in sostanza del materiale di uso quotidiano più banale: dalle garze ai lacci emostatici, dalle siringhe ai cateteri, agli attrezzi delle camere operatorie. Ma tutto questo materiale, moltiplicato per i degenti, per i giorni della settimana e del mese, diventa una spesa che sfiora i centomila euro al giorno.
Una montagna di denaro, diciamo così della spesa corrente, dal quale è difficile capire cosa si può sottrarre. Ed è l’emergenza che di solito determina l’imprevisto e se il budget è limitato, come avviene oggi, il bisogno improvviso non può essere soddisfatto.
Un defibrillatore, è solo un esempio, utilizzato per un paziente a rischio, ha un costo di 15/16mila euro. Ma il limite di spesa imposto dalla politica dei tagli, impedisce o quantomeno limita in modo decisivo l’ambito di manovra in caso di emergenza. E quindi gli uffici amministrativi si trovano a dover fare ogni giorno di conto, proprio come chi va a fare la spesa al supermercato.
Fatto 100mila euro il fabbisogno giornaliero, l’Asrem deve rimanere attorno al 30 per cento di quell’ambito, trovandosi in pratica a dire di no 7 volte su dieci.
Le ditte fornitrici continuano a voltare le spalle e a tenere bloccati in molti casi gli approvvigionamenti. I debiti accumulati solo per gli acquisti sono dell’ordine di decine di milioni di euro. I pagamenti rateali, quando avvengono sono lentissimi. E ci sono aziende che ormai sfiorano il milione di euro di credito fatto all’Asrem.
Una situazione al limite, nella quale – pare abbastanza ovvio – oltre agli imprenditori, ci rimettono i pazienti. Solo per poco una ditta ha accettato una dilazione per la fornitura di aghi per la biopsia ossea. Un esame fondamentale nel reparto di oncologia.
In questo sfacelo fa sorridere amaro il blocco della fornitura di ghiaccio secco nelle ambulanze del 118. Costo di una dose doppia 5 euro in farmacia. Portare la sanità sul territorio, dicono i soloni e i teorici del nulla. Ma sul territorio, però, ai comuni cittadini è perfino vietato cadere.

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