foto2(2)Un confronto tra regioni per cogliere le buone pratiche di ognuna e per capire se quello alla salute è un diritto che può essere garantito anche in tempi di tagli e razionalizzazioni. Di questo si è parlato nel convegno organizzato a Termoli da Michele Marone di Azione Civica Molise e nel quale sono emersi spunti per ridurre il disavanzo anche collaborando tra territori vicini. Tra i buoni esempi prima su tutti la nordica Lombardia dove il nuovo sistema sanitario è costruito a misura di otto aree chiamate agenzie e su cui la programmazione si concentra proprio sulle peculiarità territoriali. Come si dovrebbe fare anche in Molise secondo il senatore Fabio Rizzi, presidente della Terza Commissione Sanità e Politiche Sociali della Lombardia. “Il problema – ha affermato Rizzi – non è solo uscire dal piano di rientro ma ricostruire una rete di prestazione che possa essere utile al cittadino da questo punto di vista l’esperienza lombarda con il contenimento dei costi e con la competizione che ha innalzato il livello prestazionale credo che possa portare qualche beneficio anche al Molise”.
Al convegno è stato riportato anche il caso della Campania che dal 2007, come il Molise, è stata in piano di rientro e dal 2009 è stata commissariata. Ora la regione ha raggiunto l’equilibrio economico, anzi ha chiuso il 2014 con un consistente avanzo di 187 milioni e d’ora in avanti può pensare agli investimenti e alle nuove assunzioni per un organico che negli ultimi anni ha fatto i conti con forti carenze, come ha spiegato Mario Morlacco, sub commissario per l’attuazione del piano di rientro e che per un periodo è stato anche in Molise. “L’esigenza delle Regioni – secondo Morlacco – è quella di avviare percorsi che tendano alla correttezza, all’appropriatezza, alla riorganizzazione in termini di efficacia ed efficienza per cercare di raggiungere la garanzia del diritto alla salute in un contesto di sostenibilità che è molto difficile in regioni come il Molise che ha una dispersione di popolazione e una necessità di raggiungere nelle varie sedi il cittadino bisognoso per garantirgli la salute. Quindi c’è una situazione piuttosto difficile che viene da molto lontano che si è incancrenita negli anni e oggi ha solo bisogno di essere affrontata in maniera decisa”

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