20150222-vittorio-saladino-430x323Far lavorare un dipendente pubblico?
Difficile ma non impossibile. Far lavorare i dipendenti del comune di Isernia?
Un’impresa ancora più ardua.
In tanti ci avevano provato a riordinare la sgangherata macchiana tecnico-amministrativa di Palazzo San Francesco. L’ex sindaco Brasiello, ultimamente, aveva anche dato la delega all’assessore Roberto Di Baggio, ma il commissariamento del comune ha azzerato tutti gli sforzi.
Comunque, la questione è rimasta aperta, tanto da convincere il commissario Saladino ad emanare un ordine di servizio in cui si fa obbligo a tutti i dipendenti del comune di annotare giorno per giorno, tutto quello che fanno, comprese pratiche, telefonate a pause caffè.
Chissà se Saladino si è reso conto di aver portato Isernia agli onori della cronaca nazionale. Per lo meno quella più umoristica, visto che il diario di un impiegato pubblico è qualcosa che mancava nell’Italia del 2015.
Una notizia del genere non si era mai sentita e sa di archeologia burocratica, di impiegati con pennino e calamaio, e fa a pugni con i tempi di oggi, dove è possibile monitorare via web, attraverso la rete intranet, l’attività di ogni pubblico dipendente. Certo è che le nemesi storiche, i cicli vichiani, esistone per davvero, almeno per quel che rigurada le coincidenze.
Non dimentichiamo infatti che in città è arrivato un commissario che si chiama Saladino, proprio come il vescovo che due secoli fa, a Isernia, promosse la sollevazione delle masse contadine contro i garibaldini che avevano liberato la città. Tanto da tagliare diverse teste alle cammice rosse. Ma a parte le ironie di sapore storico, c’è da registrare l’immediata reazione del sindacato Csa-Fiadel che parla di illegalità e incostituzionalità di una norma fatta ad hoc contro i dipendenti del comune e soprattutto con un elevato costo per le pubbliche finanze. Ciò che probabilmente ha fatto scattare la drastica misura di Saladino è stata state anche la grave dichiarazione fatta ultimamnete dall’ex sindaco Melogli, che aveva parlato di un apparato burocratico che non collabora affatto con chi governa la città.

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