fonderiaBRESCIA Il nome non è allegro: cani cerca cadaveri. Li hanno portati da Bologna per fiutare ogni traccia nella fonderia di Marcheno e questo la dice lunga sul sospetto degli inquirenti: l’imprenditore scomparso, il 50enne Mario Bozzoli, potrebbe essere stato ucciso e non è escluso che il suo corpo o quel che ne rimane sia all’interno dell’azienda che guidava, due capannoni industriali in Valtrompia che sfornano lingotti d’ottone. Come in un film dell’orrore, i reparti speciali dei carabinieri, unità cinofila e Ris, stanno cercando frammenti di tessuti, di ossa, di denti un po’ ovunque: nei forni, fra le scorie di lavorazione, perfino nei lingotti. «Gli elementi che abbiamo raccolto fanno ritenere che la sera dell’8 ottobre il signor Bozzoli non sia mai uscito dall’azienda», precisa il procuratore di Brescia, Tommaso Buonanno. I vestiti rimasti nello spogliatoio, la macchina parcheggiata, nessuna immagine, nessun incontro. «Si poteva pensare a un sequestro ma l’ipotesi è via via sfumata», aggiunge un inquirente.

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