parolin castelpetrosoÉ cominciata dalla basilica minore di Castelpetroso, per poi fare fare tappa a Campobasso, la visita in Molise del Segretario di Stato Vaticano, il cardinale Pietro Parolin. Dopo un omaggio floreale al trono che accoglie la statua dell’Addolorata e dopo aver ricevuto in dono una campana di Agnone, il cardinale ha ricordato la storica visita di Papa Francesco, lasciando a sua volta messaggi di speranza, rivolti in particolare ai giovani: «Sono qui per pregare la Madonna, apparsa a Bibiana e Serafina, mentre erano intente nel lavoro nei campi, pascolando le pecore. Queste due ragazze sono l’icona di tanti giovani coraggiosi che restano attaccati alla loro terra, il Molise, con la vocazione a custodire il territorio, a custodire il creato». Poi un riferimento al discroso di Papa Francesco: «Dal labirinto si può e si deve uscire con il coraggio, con la speranzaa e con la solidarietà». Il cardinale Parolin ha fatto anche un accenno a Papa Celestino V: «Una figura che amo molto – ha detto – e spero un giorno di poter compiere un pellegrinaggio sulle sue orme, sulle montagne». Dopo la benedizione della targa che ricorda la visita del Santo Padre a Castelpetroso, il cardinale si è rimesso in viaggio, non prima però di ricevere l’abbraccio affettuoso dei numerosi fedeli e delle autorità presenti. A margine dell’incontro ha parlato anche dei temi più attuali, a partire dal sinodo, che ha voluto rimettere al centro al famiglia: «La famiglia si trova oggi di fronte a molte sfide. E poi c’è la mancanza di desiderio di famiglia da parte dei giovani, soprattutto per le difficoltà cui si va incontro. Il Sinodo vuole dare un messaggio di speranza, di futuro. Migranti? Mi auguro che non diventi un business. La Chiesa insisite molto sul tema della solidarietà e dell’accoglienza. Questi nostri fratelli sfuggono dalle guerre, da situazioni di violenza. Cercano una vita migliore e noi dobbiamo comportarci da cristiani, cioè avere un cuore aperto che non metta in conto altri interessi». Dopo quella di Papa Francesco, un’altra «visita che ci fa rivivere quei momenti, che riempie di gioia e inorgoglisce il Molise», ha ricordato l’arcivescovo della diocesi di Campobasso-Bojano, monsignor Giancarlo Bregantini.

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