acqua_pubblicadi ANNA MARIA DI MATTEO

Si chiama Egam, si legge ente di governo dell’ambito del Molise per il servizio idrico integrato ed è il nuovo carrozzone che la Giunta regionale, guidata da Paolo Frattura, ha istituito con delibera numero 285 del 15 giugno. Un altro ente contro il quale si sono già mobilitati 16 sindaci che hanno presentato ricorso al Tar.
8 le amministrazioni comunali della provincia di Campobasso che hanno espresso la netta contrarietà al deliberato della Giunta: Campodipietra, Montefalcone del Sannio, Sepino, San Polo Matese, Campochiaro, Bonefro, Guardiaregia e Busso.
Altrettante quelle della provincia di Isernia: Roccamandolfi, Cantalupo, Sant’Agapito, Castelpizzuto, Belmonte del Sannio, Acquaviva d’Isernia, Pescolanciano e Civitanova del Sannio.
Alla base dei ricorsi, presunti vizi formali, come la incompetenza della Giunta regionale e sostanziali, come l’incostituzionalità dell’articolo 7 del decreto Sblocca Italia. Il pronunciamento del Tar è atteso per la prossima settimana.
I Comuni di Campobasso ed Isernia, hanno aderito, anche per evitare il commissariamento, è stata la motivazione del sindaco del capoluogo, Battista. Ma non sono mancate le frizioni interne alla maggioranza, trattandosi di un provvedimento che, secondo molti, rappresenterebbe il primo tassello per l’istituzione di un unico soggetto che gestirà tutta la partita finalizzata alla totale privatizzazione delle risorse idriche del Molise.
Preoccupazioni raccolte ed espresse dal Consiglio regionale, chiamato ad esprimersi sul caso. L’assemblea di palazzo Moffa ha infatti approvato una delibera nella quale viene rafforzato il principio secondo il quale la gestione dell’acqua è e deve rimanere pubblica, visto che questo passaggio, fondamentale, non è citato in nessuno degli articoli della delibera della Giunta regionale, la 285 del 15 giugno.
Ma al di là della posizione politica assunta dal Consiglio regionale, i dubbi ed i timori restano. I sindaci che hanno deciso di rivolgersi alla giustizia amministrativa si dicono pronti ad opporsi all’ attacco smodato al bene acqua, con le lobby già pronte a mettere le mani sulle risorse idriche e nelle tasche dei cittadini senza alcun vantaggio per questi ultimi. «Forse bisognerà ripartire da una legge adeguata o l’ennesimo referendum per riportare l’acqua a quello che è, il bene più prezioso che va sottratto al controllo e agli interessi privati delle multinazionali», ha ipotizzato il sindaco di Campodipietra, Giuseppe Notartomaso, uno dei promotori dell’azione a difesa dell’acqua pubblica.
E mentre i sindaci si organizzano e si preparano a dare battaglia, l’iter sull’organizzazione dell’Egam va avanti spedito, con tutto ciò che ne consegue, compresi altri incarichi ed altre prebende. Il tutto a carico dei contribuenti molisani, che, vale la pena sottolinearlo ancora una volta, risultano essere tra i più tartassati d’Italia. Pagano tasse e balzelli per servizi inadeguati ed in molti casi inesistenti.

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