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Attualità - Evidenza - QD - 30 Settembre 2015

Romeno massacrato di botte: l’amico accusato dell’omicidio non confessa

IMG_1356Il presunto assassino di Ion Sotu si trova in carcere a Larino in stato di fermo. Si attende la convalida da parte del magistrato e subito dopo il pm Luca Venturi che segue il caso darà disposizione anche per effettuare l’autopsia sul corpo del rumeno massacrato a bastonate in un rudere di contrada Padula a Montenero di Bisaccia. L’uomo fermato con l’accusa di omicidio aggravato è un connazionale, 48 anni, anche lui senza fissa dimora e che parla a stento l’italiano. Tanto che è stato necessario nominare un interprete. In un primo momento nella notte di lunedì davanti ai carabinieri aveva farfugliato di aver ucciso l’amico e lui stesso aveva condotto i militari nel casolare abbandonato. Ma quelle frasi dette sotto l’effetto dell’alcol non contano nulla a livello processuale. Passata la sbornia infatti quella che tecnicamente si chiama confessione in realtà non c’è stata. Negli atti addirittura c’è scritto che l’uomo si è avvalso della facoltà di non rispondere. E’ per questo che si aspettano i risultati dei rilievi effettuati all’interno del casolare per avere prove inconfutabili. Le impronte sul bastone, il sangue rinvenuto. Sono stati trovati anche effetti personali riconducibili ai due amici. Presenza che conferma come entrambi vivessero in quella casa abbandonata, tra l’altro in uno stato di enorme disagio. L’aggressione e poi l’uccisione al culmine di una lite tra i due. Una lite di cui è stato perso il controllo probabilmente proprio a causa dell’eccesso di alcol. Poco prima dell’omicidio erano stati visti da residenti e diversi automobilisti discutere animatamente per strada, prima di raggiungere il casolare dove poi si è consumato tutto.

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