IMG_1119A otto giorni di distanza dall’incidente con il trattore costato la vita al poliziotto che viveva a San Giacomo Alberto Mastrangelo c’è stato per lui l’ultimo saluto. Otto giorni, in attesa che la procura disponesse l’autopsia, che hanno tenuto tutti sospesi in una situazione surreale, come se il tempo si fosse fermato. Lo stesso don Alessandro, parroco di San Giacomo si è fatto portavoce del sentimento della comunità, che si è stretta intorno alla famiglia dell’assistente capo che prestava servizio a Termoli da almeno 20 anni. Dolore e tanta incredulità per il tragico incidente capitato ad Alberto che aveva la passione per la campagna. Si occupava lui stesso dei terreni di famiglia nel tempo libero. Sapeva guidare benissimo il trattore, ma qualcosa quel maledetto giovedì pomeriggio è andato storto. Stava tagliando l’erba nel campo di un amico in cui già altre volte aveva lavorato quando è ceduta una parte del terreno proprio vicino a un torrente che ha fatto ribaltare il mezzo. Il corpo del 48enne è rimasto schiacciato. I risultati dell’autopsia arriveranno solo tra due mesi. Intanto al poliziotto simpatico, generoso, disponibile con tutti e che viveva il suo lavoro come una missione, in tanti hanno voluto dare l’ultimo saluto. Tanti i colleghi, arrivati anche dalla Questura. C’erano i rappresentanti anche degli altri corpi di polizia, e c’erano soprattuto gli amici e la gente semplice che Alberto incontrava quotidianamente. Intanto per la moglie Roberta che ha tenuto strette a se le mani dei figli Alessia e Lorenzo per tutta la funzione, don Alessandro ha cercato parole di conforto. «Avete due splendidi figli, Alberto li guarderà e li guiderà dal cielo». Ma l’ultimo saluto proprio lei, la moglie, ha voluto risevarlo ad Alberto dedicandogli una canzone di Biagio Antonacci «Se è vero che ci sei»

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