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Attualità - Evidenza - QD - 15 Settembre 2015

Totosindaco a Isernia, fioccano già le prime indiscrezioni sui candidati

consiglio-comunale-iserniaAncora non si smorzano le polemiche per la caduta di Luigi Brasiello, tradito dai consiglieri del Pd che fanno capo a Frattura e Fanelli, che già la sinistra si interroga, insieme a centrodestra e grillini, su chi possa ereditare lo sfacelo dell’amministrazione comunale di Isernia.
Chi può essere un candidato sindaco talmente autorevole e distante dai giochi di palazzo e dai giochi della regione che possa garantire un futuro ad una città ferita e messa in ginocchio dal terzo commissariamento in quattro anni? Un record nazionale per un capoluogo di provincia.
Intanto a palazzo san Francesco e in via Berta si leccano le ferite. Per quel che riguarda la Provincia l’eredità di Brasiello verrà raccolta da Cristofaro Carrino, che resterà al vertice il tempo necessario ad organizzare le nuove elezioni del presidente di via Berta, grossomodo un mese.
Per il comune l’attesa è tutta per il nome del commissario che verrà nominato da Roma.
Intanto, però, è già partita la caccia al futuro candidato sindaco per tutti gli schieramenti e tutti i partiti. Nel centrosinistra i nomi più ricorrenti ed autorevoli sono quelli di Pasqualino Piersimoni, Giuseppe Laurelli, Carlo Veneziale, Cosmo Tedeschi, il giovane Renziano Ovidio Bontempo o Lucio Pastore, ma quest’ultimo solo in qualità di candidato sindaco di uno schieramento civico che si richiami all’esperienza de Il Ponte.
L’ipotesi Lucio Pastore viene sponsorizzata in particolare dal comitato in difesa del Veneziale e dal portavoce di Possibile, il Civatiano Alberto Gentile.
Passando per il Centro i nomi che più si fanno sono quelli di Mimmo Izzi, coordinatore provinciale dell’Udc e Cosmo Galasso in rappresentanza del partito centrista di Vincenzo Niro, presidente del Consiglio.
Nel centrodestra i nomi sono decisamente di più, perchè si sente odore di vittoria e fioccano le indiscrezioni. Si va dall’ex governatore Miche Iorio, alla riproposizione di Giacomo D’Apollonio, passando per Gianni Fantozzi, veterano della classe politica isernina. Ci sono poi Giovancarmine Mancini e l’ex sindaco Gabriele Melogli, l’ex presidente della Princia, Raffaele Mauro, senza dimenticare le possibili sorprese di autentiche vecchie glorie, come Alfredo D’Ambrosio dell’Unione Cristiana ed Enrico Santoro, il sindaco che ottenne la Provincia nel ’70 e oggi paradossalmente potrebbe essere richiamato in servizio per difenderla.
Ci sono infine i Grillini che punterebbero al un nome credibile di una persona mai coinvolta in politica ed estranea a tutte le beghe cittadine. Un civil servant, all’inglese, da mettere a disposizione della collettività isernina, delusa da destra e sinistra.
Insomma, c’è da scegliere, ma se i nomi sono tanti, l’esigenza è soprattutto quella di trovare una persona autorevole che possa fare la voce grossa e difenda gli interessi di Isernia di fronte allo strapotere della ‘provincia piovra’ come la definiva il compianto avvocato Di Nezza e alle vendette politiche di Frattura, che almeno un appellativo unanime, nel capoluogo pentro, se l’è guadagnato in entrambi gli schieramenti: quello di essere il nemico giurato di Isernia e degli isernini.

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